Troppo facile e scontato parlare di incontro interlocutorio (aggettivo che in circostanze come questa suona molto vicino per significato a: inutile). I rappresentanti delle federazioni azioniste dell'Erc (Italia, Francia, Inghilterra, Galles, Scozia, Irlanda), al termine del loro incontro romano di ieri, si sono aggiornati per il prossimo 30 ottobre a Dublino con l'impegno di “trovare un nuovo accordo sui criteri di partecipazione alle competizioni europee”. Dopo sei ore di riunione, il comunicato diramato dall'Erc ha informato che: “nel corso dell'incontro si è a lungo e approfonditamente parlato di molte cose, fra cui la struttura e la formula delle competizioni europee di club (Heineken e Amlin Cup). L'incontro, il secondo dopo quello di Dublino lo scorso 18 settembre, ha di fatto ribadito le posizioni di chi (Francia e Inghilterra, pur se con proposte operative diverse fra loro) intendono puntare a ridisegnare criteri di accesso e modalità di partecipazione alle prossime edizioni della Coppe ovali. Sul tavolo una questione su tutte: se passa la linea anglo-francese, a rimetterci saranno le formazioni del Pro 12 celtico che attualmente hanno 10 posti garantiti in HC, mentre Top 14 e Premiership ne esprimono, insieme solo 12. Oltre a ciò, ma su un piano di minor impatto sugli equilibri generali, la richiesta dei francesi di ritoccare il calendario, in modo di chiudere tutto entro aprile e lasciare la giusta visibilità e attenzione (non solo mediatica), alle fasi conclusive del loro campionato nazionale. Uniti, francesi e inglesi, anche sui criteri della ripartizione finanziaria che attualmente assegna un quarto del totale dei fondi a disposizione (25% + 25%) a Francia e Inghilterra e un ottavo (12.5%) ciascuno a Italia, Irlanda, Galles e Scozia. La proposta prevede la suddivisione del lotto delle partecipanti in tre fasce e la destinazione a ognuna di esse del 33% della torta. Le parti si sono impegnate a non fare alcuna dichiarazione ufficiale sull'argomento prima che un accordo venga raggiunto e ratificato. A Dublino il 30 ottobre. Ci riusciranno? Giorgio Sbrocco