03
aprile


Italia – Giovanni Malagò (Coni), il rugby vistruoso e il problema dell'impiantistica scolastica. By Giorgio Sbrocco

Bella l'intervista al presidente del Coni Giovanni Malagò di Massimiliano Castellani (L'Avvenire) che, fra le altre cose, ha indicato la Federazione italiana rugby come esempio da seguire sul versante della gestione finanziaria e del reperimento delle risorse. “Il Sei Nazioni ha avuto una ricaduta formidabile sull'intero movimento. Oggi la Fir si finanzia con appena il 10% di contributi Coni e il resto gli arriva da sponsor e dai diritti televisivi. Oggi, in linea teorica il modello da seguire è questo". Interessante l'accenno del massmo esponente dello sport nazionale all'annoso e irrisolto problema dello sport a scuola.  Fra i passaggi più interessanti:"I talenti nascono a prescindere dall'ora o due settimanale di educazione fisica. Il nodo da sciogliere invece è: come si fa se non sai dove e con chi puoi fare svolgere attività sportiva agli studenti?”. L'accenno pare essere all'irrisolto (in verità: mai affrontato) nodo dell'impiantistica scolastica. Qui Malagò se la cava con uno scontato: “Se non si agisce tempestivamente e con interventi seri e mirati, allora continueremo a parlare di aria fritta". Giusto. E lui ha dato in questo senso un esempio davvero di alto profilo, devolvendo l' appannaggio annuale (90mila euro netti) di presidente Coni alla palestra dell'olimpionico di judo Ganni Maddaloni di Scampia che stava rischiando di dover chiudere. Ma da questo a sostenere che “ i talenti nascono a prescindere dall'ora o due settimanale di educazione fisica”, in effetti ce ne corre. Perché: per nascere, nascono. È che, stante l'attuale (irrisorio)“peso” dell'educazione motoria all'interno dei piani di studio della scuola dell'obbligo e dell'istruzione di secondo grado, non se ne accorge nessuno! Giorgio Sbrocco

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