Castres - Montpellier 25 – 12 (pt 12 – 9) Marcatori: 2’ cp Paillaugue, 13’ dr. Tales, 19’ cp Paillaugue, 25’ , 29’ cp Kockott, 34’ cp Paillaugue, 38’ cp Kockott, 45’ m. Classen, tr. Kockott, 52’ cp Kockott, 58’ cp Paillaugue, 63’ cp KockottGialli : 37’ Gorgodze (M)
Trionfa Castres, come da pronostico, nel secondo barrage del Top 14 in casa con Montpellier e conquista la semifinale di Nantes dove incontrerà Clermont.
La cronaca
Il mediano di mischia di Montpellier Paillaugue e l’apertura di Castres Remy Tales firmano il primo quarto di gara con tre centri di piede in una situazione di complessivo e combattutissimo equilibrio. Dopo un errore in avvio il n. 9 sudafrcano di Castres torna sulle sue abituali (altissime) percentuali di realizzazione e pareggia al 25’ dalla piazzola, per poi regalare ai suoi il primo vantaggio di giornata sul + 3 al 28, dopo aver mandato fra i pali un calcio assegnato per un tenuto dell’estremo Sicart. Il pareggio di Montpellier giunge al 34’ dal piede di Paillaugue che capitalizza un fallo di assetto della mischia di Castres. Un fallo ripetuto di Gorgodze (oggi schierato in seconda linea), al 37’ costa al georgiano il primo cartellino giallo del match e a Montpellier altri 3 punti, dopo il centro di Kockott, che scrive sul tabellone il 12-9 al riposo di un match che Castres ha dimostrato di poter dominare. La meta del n. 8 Classen (terrificante partenza dalla base della mischia), trasformata da Kockott al 45’ scava il solco a favore di Castres un minuto prima che si ristabilisca la parità numerica. Ancora punti dal piede di Kockott al 52’ per un 22-9 che profuma di “fine della corsa” per la squadra di Trinh-Duc. A ridosso dell’ultimo quarto Paillaugue (a conclusione di una sequenza di 2’) riporta Montpellier a – 10. È ancora il n.9 di Castres, a segno al 63’ (+13), a ristabilire le distanze. Il sudafricano avrebbe (72’) sul piede la palla per allungare ma stavolta manca il bersaglio. Al 79' Castres perde il flanker sudafricano Bornman che esce per infortunio al ginocchio. Poi comincia la festa.
Giorgio Sbrocco