Italian League Eccellenza – Dedicato a quelli che la moviola…By Giorgio Sbrocco

Lo scudetto numero 83 del rugby italiano è tornato in Veneto. Non in una bacheca agli storici vertici del triangolo d'oro della palla ovale nazionale – Treviso – Padova – Rovigo – ma nelle adiacenze di uno di essi. Esattamente a Mogliano, paesone della Marca Gioiosa di 28 mila abitanti ai confini con Venezia (lato Mestre). La finale è stata disputata al Chersoni di Iolo (Prato) è ha visto contrapposti i Cavalieri Prato e il XV veneto allenato da Umberto Casellato.Partita di grande intensità, in parte condizionata dalle pessime condizioni meteo e in parte da un arbitro (il debuttante padovano Giuseppe Vivarini) che nelle due occasioni “calde” del match (meta di Nifo nel primo tempo e meta di Roan sul finire del match, quella che poteva far imboccare allo scudetto, per la prima volta nella storia, la via della Toscana) ha preferito delegare tutto al (povero) TMO all'interno del pulmann regia (il navigato e capace Carlo Damasco), che si è perciò trovato a dover sostenere da solo il peso di un verdetto assai pesante in quanto definitivo e inappellabile.È opinione di chi scrive che la meta di Nifo non ci fosse e che invece fosse valida quella sotto i pali messa a segno dal pilone argentino de Cavalieri a tempo scaduto. Ma non è questo il problema. È che quanto accaduto nella finale del rugby dovrebbe servire da lezione ai tanti che da tempo, soprattutto nel calcio, invocano l'intervento della moviola per dirimere le questioni più spinose che il normale svolgimento di una partita genera nel corso del suo svolgimento.L'azzardo non è tanto il chiedere di avvalersi del mezzo tecnologico (discorso a parte meriterebbe il protocollo di accreditamento delle telecamere. Un conto è fare il TMO con 16 occhi elettronici a disposizione, altra cosa è averne in funzione due o tre...), quanto il ritenere che la sua consultazione sia, di per se stessa, sinonimo di giudizio oggettivo e la sua “decifrazione” operazione banale e scontata.A Prato è andata come è andata e nessuno ha protestato: non gli allenatori del XV sconfitto, non i tifosi e tanto meno i giocatori e i dirigenti. Un po' perché... il rugby è il rugby. E l'idea che, finita una partita si debba accettarne l'esito indipendentemente dal come esso sia maturato, fa parte del dna di chi questo sport lo pratica, lo segue e lo ama.Un po' perché, soprattutto a Prato, giocatori, allenatori, dirigenti e tifosi hanno ben altre cose cui pensare. Nell'ordine: i giocatori agli ultimi cinque mesi di stipendi non ancora incassati e che molto probabilmente non incasseranno mai; il tecnico parmense Filippo Frati (l'altro, Andrea de Rossi, è di Livorno), allo sfratto dall'appartamento assegnatogli dal club (la società essendo risultata morosa) a causa del quale ha dovuto trascorrere la settimana prima della finale dormendo su una brandina nello spogliatoio dello stadio; i dirigenti alle cause (lodi arbitrali) intentate loro dai giocatori nella speranza di recuperare “qualcosa” di quanto stabilito in contratto; i tifosi alla concreta possibilità che, dopo due finali consecutive, i Cavalieri scompaiano dalla massima serie del rugby italiano per ricominciare (forse) da qualche gradino più in basso e magari con un'altra ragione sociale. Tale essendo lo scenario: anche uno scudetto appaltato a un TMO non cambia la sostanza delle cose. Ma da qui a ritenere che la moviola in campo sia la panacea per azzerare questioni irrisolte e tenere lontane le polemiche...Giorgio Sbrocco (da www.quotidiano.net del 27 maggio)

Italian League Eccellenza – Campionato senza Prato? Tutti salvi e un posto libero in Amlin. By Giorgio Sbrocco

La stagione di Eccellenza 2013/2014, quella che prevede tre retrocessioni, una sola promozione dalla serie A e una fideiussione di 50 mila euro da presentarsi all'atto dell'iscrizione, potrebbe aprirsi con qualche sorpresa. Una riguarda la possibilità di una rinuncia (con ripartenza da qualche serie inferiore sul modello Calvisano di qualche anno fa) alla massima serie da parte dei Cavalieri Prato a causa di mancanza/inadeguatezza di risorse finanziarie. Se ciò avvenisse, L’Aquila e Crociati, che domani si giocano la salvezza a Noceto, verrebbero entrambe confermate in Eccellenza (sempre che ne abbiano i requisiti economici). Non solo: il posto lasciato libero dal XV toscano in Amlin cup (accesso che la formazione del presidente Tonfoni ha conquistato sul campo centrando l’obiettivo play off) andrebbe alla squadra quinta classificata al termine della stagione regolare. Petrarca o Rovigo? L’augurio di tutti è che i toscani ce la facciano a  scacciare i fantasmi di una smobilitazione che, di sicuro, non è fra le cose di cui il rugby italiano ha bisogno.Giorgio Sbrocco

17
febbraio


Italia League Eccellenza – La crisi c’è, il presidente Tonfoni (Prato) prova a rassicurare tutti. Riuscendovi? By Giorgio Sbrocco

Il presidente dei Cavalieri Prato Fabrizio Tonfoni ai microfoni di Rai sport nell’intervallo di Prato-Reggio, ha sentito il bisogno di tranquillizzare i suoi giocatori promettendo (vagamente, in verità) che gli stipendi/rimborsi spese (?) che aspettano dal 2012 saranno pagati in tempi ragionevolmente contenuti. Banalmente: un atto dovuto. Che però non cambia di una virgola la situazione molto critica delle casse del club toscano. In crisi di liquidità (come ha confermato Tonfoni), senza sponsor o quasi (idem), nel mezzo di una crisi “dell’economia reale” che ha toccato molto a fondo la realtà produttiva della zona e non solo. Difficile, in un tale quadro d’insieme, indicare o intravvedere la fine (luminosa) del tunnel. E complimenti ai giocatori di Prato. Soprattutto a quelli che, pur “liberati” dalla propria dirigenza da qualsiasi obbligo contrattuale e autorizzati a cambiare casacca non l’hanno fatto e sono rimasti. Nota stonata: nel riferire della situazione, Tonfoni ha ritenuto di dover ringraziare pubblicamente “quei presidenti dei club del campionato di Eccellenza” che pur avendone le possibilità “non hanno chiamato i nostri giocatori”. La dichiarazione è nell’ordine: presuntiva e in buona sostanza azzardata, perché Tonfoni non può sapere se le mancate chiamate e i conseguenti (presunti) “mancati scippi di giocatori” siano frutto solo di fair play o di oggettiva e diffusa carenza di risorse; poco rispettosa nei confronti dei presidenti di Lazio e Viadana, i club presso cui si sono trasferiti, rispettivamente, Cannone e Pellizzari, giocatori che a Prato non se la sono sentita di continuare a giocare a titolo gratuito. Questione di stile. E di opportunità. Auguri Cavalieri! Giorgio Sbrocco

20
dicembre


Eccellenza – A Prato il tongano Lupeni Siale . In campo il 6 gennaio contro Mogliano? By Giorgio Sbrocco

Il tongano Lupeni Siale (27 anni compiuti ieri) è stato ingaggiato dai Cavalieri Prato in sostituzione di Berryman  momentaneamente sospeso per doping. Sarà a disposizione del club toscano nei prossimi giorni. Non sarà in campo a Padova contro il Petrarca sabato, forse debutterà il giorno dell'Epifania contro Mogliano. Siale ha disputato la stagione 2011/2012 nella seconda divisione francese (ProD2) con la maglia del Carcassonne, dove ha giocato (da gennaio 2012) 9 partite, di cui 6 da titolare nei ruoli di primo, secondo  centro ed estremo, per un totale di 485 minuti e mettendo a segno zero punti.Giorgio Sbrocco

15
novembre


Eccellenza – Positivo Dion Berryman (Cavalieri Prato) sospeso per dalla Procura antidoping. By Giorgio Sbrocco

Ci risiamo! Il giocatore dei Cavalieri Prato  Dion Berryman (estremo, centro, ala) è risultato positivo alla alla 4-Metil-2-Esanamina, la stessa sostanza  (vietata ma presente in molti decongestionanti nasali) che a suo tempo inguaiò il compagno di squadra  Vittorio Callori Di Vignale e, recentemente, i pistards Luca Ceci e Loris Paoli. L'analisi risale al 4 novembre (Cavalieri-Calvisano) ed è stata eseguita dal laboratorio del Coni di Roma. Il Tribunale Nazionale Antidoping ha sospeso in via cautelare l'atleta, accogliendo l'istanza presentata dall'Ufficio di Procura Antidoping.Giorgio Sbrocco

09
settembre


Eccellenza – Prato supera le Fiamme Oro. Presutti: “Noi non puntiamo allo scudetto, però…”. By Giorgio Sbrocco

Ancora un successo su una squadra romana per i Cavalieri Prato di De Rossi e Frati che, dopo il successo sulla Lazio, hanno chiuso il loro pre campionato battendo le Fiamme Oro di coach Pasquale Presutti. 27-10. Cinque le mete messe a segno dai toscani nelle cui fila hanno brillato Berryman, Patelli e il “solito” Ngawini. Molto bene anche il pack in chiusa. Nota negativa al capitolo disciplina: due gialli in amichevole (Nifo e Garfagnoli) sono oggettivamente troppi. Delle Fiamme (leggerine davanti) è piaciuta la disponibilità al gioco (mete di Cerasoli e Massaro) oltre alla consistenza  dell’organizzazione difensiva sui punti d’incontro. La termine della partita Pasquale Presutti di è detto soddisfatto della prestazione dei suoi : “Noi non puntiamo a vincere lo scudetto. Ma l’impegno che ho visto oggi sul campo mi fa ben sperare per la stagione che va a incominciare”. Cavalieri Prato – FF.OO 22 - 10Cavalieri Prato: Berryman, Tempestini, Majstorovic, Ngawini, Sepe, Vezzosi, Patelli, Saccardo, Del Nevo, Ruffolo, Nifo, Cavalieri, Roan, Giovancheiii, Borsi; Delia Ratta, Pozzi, Baiboni, Garfagnoii, Lupetti, Ragusi, McCann, Lunardi, Crestini, Cannone, De Gregori. Alli: Frati- De Rossi. Giorgio Sbrocco

07
maggio


Eccellenza – Cavalieri Prato in finale. Battuto Mogliano in gara 2 sotto il diluvio. Onore a Mogliano in partita fino alla fine. By Giorgio Sbrocco

Cavalieri Prato – Mogliano 18-16 (pt 9-6 ) Marcatori: 2’ cp Wakarua, 17’ cp Fadalti, 21’ cp Wakarua, 28’ cp Fadalti, 37’ cp Wakarua, 52’ drop Wakarua, 65’ cp Fadalti, 71’ drop Wakarua, 79’ cp Bocchino, 81’ m Fadalti tr. Fadaltiarbitro: Mancini (Rm)Note: pioggia, terreno pesante, 79’ rosso a Patrizio Cavalieri in finale contro Calvisano per lo scudetto ovale 2012 . Questo il verdetto della semifinale di ritorno vinta dal XV di De Rossi e Frati. Troppo forte Prato in mischia chiusa e troppa  pioggia dal cielo di Prato per permettere a Mogliano di esprimere il proprio gioco fatto di velocità e di continui cambi di angolo. Una sola meta, a tempo scaduto, segnata dagli ospiti. A fare il punteggio il peide di Wakarua e quello (stavolta non perfetto) di Fadalti. Prato comincia con una mischia davanti ai pali di Mogliano (in avanti) e sugli sviluppi dell’azione sulla destra Candiago è pescato in fuori gioco. Wakarua non sbaglia ed è 3-0. Calcio d’invio e situazione identica per Mogliano (ostruzione di Prato in ricezione mancata). Cornwell prova il grubber verso i pali, Fadalti sprinta ma la difesa toscana annulla con un soffi  odi anticipo. Il Tmo non c’è e Mancini ordina i 22. Prato in pick & go in zona di attacco (10’) dopo una buona conquista di Saccardo ma spreca e Mancini punisce un “sigillo” dei padroni di casa. Wakarua (13’) braccato su calcio di spostamento di Fadalti viene portato in touch a cinque metri. Conquista difficoltosa e in avanti (causa acqua) sul terzo canale. Problemi in chiusa per Mogliano, arriva il secondo calcio contro Meggetto in chiusa. Ma al 15’ Majstorovic (ben placcato da Candiago) commette tenuto e concede a Fadalti il pallone del pareggio. Ma l’ala in maglia rossa sbaglia clamorosamente. Patelli (16’) sotto pressione su up & under di Mogliano si fa portare via la palla davanti ai 22 e Prato, in affanno, commette fuorigioco. Stavolta Fadalti non sbaglia ed è pareggio. Al 20’ accenno di rissa sul cp concesso da Mancini per fallo del placcatore (Orlando?) su Saccardo apparso molto dubbio. Wakarua segna di sponda  per il 6-3. Sul Chersoni si abbatte un vero nubifragio, il controllo dell’ovale è davvero difficile ma Mogliano non cambia piano di gioco e muove palla per linee esterne. Fadalti e Candiago si scontrano su un chip di Patelli che trova un’ottima rimessa laterale sui 22. Azione insistita (26’) e tentativo di drop di Wakarua che non raggiunge i pali. Un tenuto (28’) di Berrymann  concede a Fadalti un cp da 40 metri in posizione centrale ed è 6-6. Mancini insiste (troppo) sui falli a terra, non considerando che le condizioni meteo rendono l’equilibrio sugli appoggi impresa ardua per tutti. Un perfetto chip (34’) del solito Patelli sul lato sinistro del fronte di attacco innesca Preziosi che però non ha le gambe per arrivare fino in meta. Sulla mischia successiva Prato asfalta il pack trevigiano e trova (37’) un “rigore senza portiere” che Wakarua segnerebbe anche a occhi chiusi. E infatti: 9-6. Endrizzi “prova” a introdurre storto (39’) ma Mancini lo vede e Prato torna ad attaccare, peraltro senza grande efficacia per la buona difesa di Mogliano che obbliga Barrymann al tenuto sull’out destro. L’ultima azione vede i padroni di casa con lancio a favore in zona d’attacco ma il calcio a incrociare di Wakarua trova Candiago in area di meta pronto per il mark che chiude le ostilità. Al ritorno in campo la pioggia aumenta di intensità e Mogliano (43’) perde un lancio nella zona di attacco, subito imitato da Prato all’altezza della metà campo. Nelle fasi statiche (soprattutto in mischia chiusa) Prato si conferma superiore, sui punti d’incontro Mogliano se la gioca alla pari. Ma di rugby se ne vede poco. Troppo difficile restare in piedi e quasi impossibile accelerare. Due cross di Wakarua  creano il panico dietro la linea del  vantaggio. Mogliano tampona ma al 52’ capitola davanti al perfetto drop del neozelandese al 52’. Orlando suona la carica (54’) e Mogliano di fa pericoloso. Onori non controlla la largo e Prato si salva ma al 56’ tallona con le mani in ruck davanti ai pali ma Fadalti manca il 9-12. Mogliano non usa il piede, costruisce qualcosa ma si espone a grossi rischi. Su grubber di Wakarua (59’)Candiago salva miracolosamente in area di meta. Poi Onori commette il terzo in avanti personale e consegna palla a Prato all’altezza della metà campo. Casellato non ci pensa un attimo e lo toglie. Mancini non vede un in avanti volontario di Berrymann su Endrizzi (62’) e Prato se la cava con una mischia. Fuori gioco della linea. Fadalti (2/4 in precedenza) ci riprova e trova il meno 3. Al 71’ altro drop di Wakarua (lancio rubato nei 22) per il 15-9 che, di fatto, vale la finale scudetto. Dentro anche Bocchino, che non trova una maglia da titolare nelle partite che contano. Finisce con Mogliano che continua a macinare rugby alla mano e regala a Wakarua la scarpata della “quasi meta” al 76’. Prato trova una mischia a cinque a destra dei pali. Al primo tentativo  è reset, al secondo pure (rotazione), alla terza parte Saccardo  si accende un (mezza) rissa che Damasco risolve indicando a Mancini Patrizio come colpevole di un fallo meritevole di espulsione. A tempo scaduto piazza Bocchino ed è 18-9. Mogliano non molla e trova la meta (trasformata) di Fadaltiv all’81’ che riaccende le speranze dei veneti. Ma non c’è più tempo e a festeggiare è solo Prato. Giorgio Sbrocco, giornalista sportivo.  

07
maggio


Eccellenza – Cavalieri Prato in finale. Battuto Mogliano in gara 2 sotto il diluvio. Onore a Mogliano in partita fino alla fine. By Giorgio Sbrocco

Cavalieri Prato – Mogliano 18-16 (pt 9-6 )Marcatori: 2’ cp Wakarua, 17’ cp Fadalti, 21’ cp Wakarua, 28’ cp Fadalti, 37’ cp Wakarua, 52’ drop Wakarua, 65’ cp Fadalti, 71’ drop Wakarua, 79’ cp Bocchino, 81’ m Fadalti tr. Fadaltiarbitro: Mancini (Rm)Note: pioggia, terreno pesante, 79’ rosso a Patrizio Cavalieri in finale contro Calvisano per lo scudetto ovale 2012 . Questo il verdetto della semifinale di ritorno vinta dal XV di De Rossi e Frati. Troppo forte Prato in mischia chiusa e troppa  pioggia dal cielo di Prato per permettere a Mogliano di esprimere il proprio gioco fatto di velocità e di continui cambi di angolo. Una sola meta, a tempo scaduto, segnata dagli ospiti. A fare il punteggio il peide di Wakarua e quello (stavolta non perfetto) di Fadalti. Prato comincia con una mischia davanti ai pali di Mogliano (in avanti) e sugli sviluppi dell’azione sulla destra Candiago è pescato in fuori gioco. Wakarua non sbaglia ed è 3-0. Calcio d’invio e situazione identica per Mogliano (ostruzione di Prato in ricezione mancata). Cornwell prova il grubber verso i pali, Fadalti sprinta ma la difesa toscana annulla con un soffi  odi anticipo. Il Tmo non c’è e Mancini ordina i 22. Prato in pick & go in zona di attacco (10’) dopo una buona conquista di Saccardo ma spreca e Mancini punisce un “sigillo” dei padroni di casa. Wakarua (13’) braccato su calcio di spostamento di Fadalti viene portato in touch a cinque metri. Conquista difficoltosa e in avanti (causa acqua) sul terzo canale. Problemi in chiusa per Mogliano, arriva il secondo calcio contro Meggetto in chiusa. Ma al 15’ Majstorovic (ben placcato da Candiago) commette tenuto e concede a Fadalti il pallone del pareggio. Ma l’ala in maglia rossa sbaglia clamorosamente. Patelli (16’) sotto pressione su up & under di Mogliano si fa portare via la palla davanti ai 22 e Prato, in affanno, commette fuorigioco. Stavolta Fadalti non sbaglia ed è pareggio. Al 20’ accenno di rissa sul cp concesso da Mancini per fallo del placcatore (Orlando?) su Saccardo apparso molto dubbio. Wakarua segna di sponda  per il 6-3. Sul Chersoni si abbatte un vero nubifragio, il controllo dell’ovale è davvero difficile ma Mogliano non cambia piano di gioco e muove palla per linee esterne. Fadalti e Candiago si scontrano su un chip di Patelli che trova un’ottima rimessa laterale sui 22. Azione insistita (26’) e tentativo di drop di Wakarua che non raggiunge i pali. Un tenuto (28’) di Berrymann  concede a Fadalti un cp da 40 metri in posizione centrale ed è 6-6. Mancini insiste (troppo) sui falli a terra, non considerando che le condizioni meteo rendono l’equilibrio sugli appoggi impresa ardua per tutti. Un perfetto chip (34’) del solito Patelli sul lato sinistro del fronte di attacco innesca Preziosi che però non ha le gambe per arrivare fino in meta. Sulla mischia successiva Prato asfalta il pack trevigiano e trova (37’) un “rigore senza portiere” che Wakarua segnerebbe anche a occhi chiusi. E infatti: 9-6. Endrizzi “prova” a introdurre storto (39’) ma Mancini lo vede e Prato torna ad attaccare, peraltro senza grande efficacia per la buona difesa di Mogliano che obbliga Barrymann al tenuto sull’out destro. L’ultima azione vede i padroni di casa con lancio a favore in zona d’attacco ma il calcio a incrociare di Wakarua trova Candiago in area di meta pronto per il mark che chiude le ostilità. Al ritorno in campo la pioggia aumenta di intensità e Mogliano (43’) perde un lancio nella zona di attacco, subito imitato da Prato all’altezza della metà campo. Nelle fasi statiche (soprattutto in mischia chiusa) Prato si conferma superiore, sui punti d’incontro Mogliano se la gioca alla pari. Ma di rugby se ne vede poco. Troppo difficile restare in piedi e quasi impossibile accelerare. Due cross di Wakarua  creano il panico dietro la linea del  vantaggio. Mogliano tampona ma al 52’ capitola davanti al perfetto drop del neozelandese al 52’. Orlando suona la carica (54’) e Mogliano di fa pericoloso. Onori non controlla la largo e Prato si salva ma al 56’ tallona con le mani in ruck davanti ai pali ma Fadalti manca il 9-12. Mogliano non usa il piede, costruisce qualcosa ma si espone a grossi rischi. Su grubber di Wakarua (59’)Candiago salva miracolosamente in area di meta. Poi Onori commette il terzo in avanti personale e consegna palla a Prato all’altezza della metà campo. Casellato non ci pensa un attimo e lo toglie. Mancini non vede un in avanti volontario di Berrymann su Endrizzi (62’) e Prato se la cava con una mischia. Fuori gioco della linea. Fadalti (2/4 in precedenza) ci riprova e trova il meno 3. Al 71’ altro drop di Wakarua (lancio rubato nei 22) per il 15-9 che, di fatto, vale la finale scudetto. Dentro anche Bocchino, che non trova una maglia da titolare nelle partite che contano. Finisce con Mogliano che continua a macinare rugby alla mano e regala a Wakarua la scarpata della “quasi meta” al 76’. Prato trova una mischia a cinque a destra dei pali. Al primo tentativo  è reset, al secondo pure (rotazione), alla terza parte Saccardo  si accende un (mezza) rissa che Damasco risolve indicando a Mancini Patrizio come colpevole di un fallo meritevole di espulsione. A tempo scaduto piazza Bocchino ed è 18-9. Mogliano non molla e trova la meta (trasformata) di Fadaltiv all’81’ che riaccende le speranze dei veneti. Ma non c’è più tempo e a festeggiare è solo Prato. Giorgio Sbrocco, giornalista sportivo.  

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