02
dicembre


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Italia – Convegno: "PER MANTENERE UN RUGBY PULITO". Silea (Tv) sabato 30 nov.

COMUNICATO STAMPA Circa 200 persone hanno gremito dalla prima mattinata fino alle 15 di ieri l'Auditorium parrocchiale di Silea, sede dell'atteso convegno organizzato dal Comitato Regionale Veneto sul tema del rapporto tra etica, sport e doping "PER MANTENERE UN RUGBY PULITO".  Preceduto dai saluti istituzionali del Sindaco di Silea, Silvano PIAZZA, del Manager della Direzione Territoriale di Friuladria Crédit Agricole Giuseppe CADAMURO e del presidente del CRV Marzio INNOCENTI, il convegno ha tentato di rispondere alla domanda "il rugby ha nel suo dna le difese necessarie per bloccare la strada al doping?". Sul tavolo dei relatori si sono alternati i punti di vista di alcune delle personalità più significative rispetto al tema, inquadrati dal cappello introduttivo del moderatore, nonché firma prestigiosa del Gazzettino, Antonio LIVIERO. "La corsa esasperata al rugby da bere, quello pensato per amplificare al massimo la sua componente spettacolare, presuppone velocità di gioco e livelli di collisione al limite dell'umano, che devono interrogare tutto il movimento sulla piega che sta prendendo questo sport. Arrivare a pensare che una squadra di alto livello - come da più parti si sta cominciando a sentire - può tranquillamente sopportare due partite a settimana, in ossequio ad un calendario che per esigenze di media e sponsor deve essere sempre più carico, è semplicemente incompatibile con le caratteristiche di combattimento di questo sport e con i suoi opportuni tempi di recupero". A seguire l'intervento di Giancarlo DONDI, presidente onorario FIR e presidente della Commissione Anti-Doping IRB: "La commissione sta portando avanti una politica di lotta al doping in stretta collaborazione con la Wada, cercando di superare in Italia i problemi di coordinamento con gli altri enti incaricati dei controlli. Nel 2012, anno in cui la commissione è stata dotata di un budget importante (ogni singola verifica costa 500 sterline), sono stati eseguiti 1542 controlli, con 21 casi di positività riscontrati, mentre nel 2013 siamo già sopra quota 1800. La percentuale dei positività è molto bassa ma è evidente che se i controlli avvengono solo durante le manifestazioni ufficiali, l'efficacia dei controlli diminuisce drasticamente., e questoi è un aspetto su cui lavorare molto. Credo comunque che il rugby rimanga uno sport in grado di porre delle barriere importanti a questo fenomeno, e con la campagna KEEP RUGBY CLEAN partita ormai 11 anni fa soprattutto rivolta ai giovani, l'obiettivo è esattamente questo".   Importante l'aspetto psicologico analizzato dalla dottoressa Marcella BOUNOS: "Lo sport è un fenomeno sociale, e come tale replica in pieno le dinamiche della società: la domanda non è tanto perché viene proposto il doping, quanto perché uno lo accetti, cosa scatta nella testa degli atleti e dei tanti amatori pur di raggiungere determinate performance. La nostra responsabilità nei confronti dei bambini è in questo senso enorme: a partire dai 5 anni ognuno di noi sviluppa la consapevolezza del sé e la capacità di valutare la propria efficacia, attivando le dinamiche della resilienza, mentre la ricerca di un modello cui ispirarsi arriva fino ai 16 anni: in questa finestra deve essere concentrata ogni attenzione possibile".   Come al solito carico di pathos narrativo il momento di Marco PASTONESI, giornalista e scrittore capace come pochi di raccontare il rugby che tra un Varese-Milano di Serie B e la storia del ciclista britannico Tom Simpson - dalla cui morte durante il Tour de France del 1967 nasce la cultura dell'anti-doping - ha tracciato un profilo inusuale ma molto evocativo del fenomeno. La seconda parte del convegno si è aperta con le nuove frontiere del doping genetico analizzate dal dottor Claudio DA PONTE, ematologo e anima instancabile dell'organizzazione di questo convegno: dalla clonazione alle tecniche più aggiornate di intervento sul dna, il panorama delle possibilità attualmente offerte dalla scienza dei farmaci è apparsa in tutta la sua drammatica evidenza, gettando un cono d'ombra sulla credibilità di certe performance di qui ai prossimi anni. Infine il protagonista più atteso, il professor Alessandro DONATI, autore del recente "Lo Sport del Doping", membro della Wada e una delle massime autorità mondiali sul tema. Impressionante la sua storia personale, fatta di mobbing, osteggiamenti e minacce continue fin da quando, allora tecnico della nazionale di atletica leggera, decide di intraprendere la sua battaglia contro un sistema corrotto che vedeva nel professor Conconi il suo massimo esponente: "Il rugby è ancora in una fase di primo incuneamento di pratiche illecite massive, soprattutto a livello italiano, ma il passo verso l'irreversibile è più facile di quanto non si possa pensare. La crescita abnorme delle masse muscolari a parità di una immutata, se non migliorata, capacità motoria in velocità e agilità sono un sintomo praticamente certo dell'uso di certe sostanze. Una lotta vera al doping passa necessariamente attraverso la costituzione di un'agenzia terza e indipendente, in cui il controllore non sia anche il controllato come accade oggi: chiedo al presidente Dondi se la IRB possa diventare la prima federazione mondiale a lanciare questo modello. Altro passaggio è quello del passaporto biologico, ma nulla potrà davvero partire se gli Stati per primi non apriranno gli occhi su un fenomeno che è degenerativo e che porta chi fa uso di doping - oltre ai rischi enormi per la sua salute - a contrastare la depressione derivante dai periodi di stop all'assunzione con l'uso di sostanze stupefacenti, cocaina in primis. Per ricostruire un approccio sano allo sport da parte dei bambini, lancio qui l'idea di una CONFEDERAZIONE SPORT GIOVANILE, che si occupi di stimolare nei giovanissimi le capacità motorie di base che un tempo si attivavano naturalmente giocando in strada. Ora i ragazzini sono sedentari, oppure li si indirizza fin da piccolissimi verso l'apprendimento di un gesto tecnico specializzato finalizzato alla performance, minando uno sviluppo motorio completo e suggerendo il principio del risultato prima di tutto. I bambini sono la parte dimenticata di una società invecchiata, pensando a loro bisogna fare tutto il possibile per combattere il doping in tutte le sue forme". In chiusura il dibattito aperto al pubblico, moderato dalla firma del Mattino di Padova Fabrizio ZUPO, quindi i saluti finali del presidente CRV Marzio INNOCENTI, dettosi "estremamente orgoglioso di un momento di riflessione così alto per tutto il movimento" e ulteriormente stimolato a proseguire con occasioni simili anche in futuro.   Ufficio Stampa Comitato Regionale Veneto Fir

23
aprile


Italia – Marzio Innocenti (Crv): “Non solo scuola per il reclutamento”. By Giorgio Sbrocco

Di grande interesse l’intervista di Duccio Fumero al neo presidente del Comitato Fir del Veneto Marzio Innocenti pubblicata su Rugby1823. Fra i numerosi temi affrontati, di particolare interesse e  originalità è quello che tratta l’annosa questione del reclutamento. Sostiene Innocenti: “ Per diverso tempo si è pensato che la scuola fosse il solo canale per il reclutamento. Noi pensiamo che sia il principale, ma non l'unico. Le società già di loro si occupano dell'avvicinamento a questo sport. Per questo coinvolgeremo prima di tutto i club, facendo una ricognizione sulle migliori esperienze. Vogliamo promuovere un discorso comune attorno a questa tematica partendo dalle esperienze reali. Intendiamo valorizzare le migliori pratiche, facendole conoscere e mettendole a disposizione di tutti". Giorgio Sbrocco

Formazione – Stefano Bettarello docente di gioco al piede. By Giorgio Sbrocco

Si chiama “Progetto gioco al piede” l’iniziativa del Comitato regionale Fir del Veneto rivolta ai giovani rugbisti in formazione che si apre oggi a Rovigo, finalizzata all’acquisizione delle competenze tecniche e tattiche di questa particolare forma di gioco. Docente di eccezione sarà Stefano Bettarello (55 caps con l'Italia, primo italiano ad aver vestito la maglia dei Barbarians) che si dividerà fra momenti di lezione pratica sul campo e altri di trasmissione di saperi teorici in aula.Calendario degli incontri8 – 15 aprile Rovigo26 aprile – 6 maggio Verona13 – 20 maggio San Donà (Ve)27 maggio – 3 giugno Mogliano10 – 17 giugno Padova24 giugno – 1 luglio Treviso8 – 15 luglio Asolo (Tv)22 – 29 luglio Conegliano (Tv) Giorgio Sbrocco

26
gennaio


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Fir – Corrado Covi (Petrarca) il più votato nel consiglio del Crv. La squadra di Innocenti eletta in blocco. By Giorgio Sbrocco

È il petrarchino Corrado Covi (nella foto di Elena Barbini), compagno di squadra del neo eletto presidente Marzio Innocenti nel Petrarca e in Nazionale, il consigliere del Comitato regionale veneto della Fir risultato eletto con il maggio numero di voti personali (7348) dall’assemblea delle società venete riunitasi oggi a Mogliano (Tv). Con il dirigente bianconero sono entrati a far parte del consiglio: Salvan, Tallarico, Fiscon e Biasiolo. In pratica: tutti i candidati collegati alla candidatura Innocenti.Giorgio Sbrocco

26
gennaio


Fir – Marzio Innocenti è il nuovo presidente del Veneto ovale. By Giorgio Sbrocco

È Marzio Innocenti (medico, livornese, capitano dell’Italia alla World cup del 1987, consigliere Fir, colonna del Petrarca degli scudetti targati Munari) il nuovo presidente del Comitato regionale veneto (Crv) della Federazione italiana rugby. Così ha deciso l’assemblea elettiva nell’odierna riunione di Mogliano (Tv). Innocenti è stato eletto con il 58% dei volti validi e ha superato l’uscente Roberto Bortolato che ha raccolto il 42% delle preferenze.Giorgio Sbrocco

21
gennaio


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Fir – Sabato a Mogliano il Veneto vota per il presidente regionale. Bortolato o Innocenti?

Sabato a Mogliano (Tv) le società del Veneto eleggeranno il nuovo governo del locale Comitato regionale della Fir. Due i candidati “saliti” in competizione: l'uscente Roberto Bortolato e Marzio Innocenti (nel suo sterminato curriculum anche la fascia di capitano dell'Italia alla prima World cup della storia del rugby, nel 1987 in Nuova Zelanda). Ivan Malfatto su Il Gazzettino tenta un'analisi numerica delle forze in campo. Questa la sua mappa del voto: “11.125 i voti a disposizione, maggioranza 5.563, 68 i club aventi diritto di voto...L'esercito dei sostenitori di Bortolato dovrebbe contare su 2.689 voti di 19 club, quello di Innocenti su 3.776 voti di 18 club . I non schierati apertamente sarebbero 22  per 2.723 voti. Gli incerti 9 per 1.937 voti". Come dire: tutto si giocherà sabato in assemblea. E le sorprese, in un campo o nell'altro, sono davvero dietro l'angolo.Giorgio Sbrocco

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