02
maggio


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World cup 2015 – Il commento di Jaques Brunel al calendario azzurro. By Giorgio Sbrocco

Difficile dire qualcosa di oggettivamente credibile e sensato a commento di quattro partite che si disputeranno fra più di due anni. Ma il duro lavoro di ct della Nazionale prevede che anche il quasi impossibile diventi possibile. Ecco cosa ha detto Jacques Brunel circa il calendari odela fase di qualificazione ufficializzato oggi dall’Irb: “E’ un ottimo calendario, con tempi di recupero che permetteranno a tutte le Nazionali di esprimersi al meglio delle proprie possibilità”. Ancora: “Noi ritroveremo ritmi simili a quelli del Sei Nazioni, con sette-otto giorni tra le varie partite, e questo sarà sicuramente importante per preparare al meglio ogni singola gara. Francia ed Irlanda sono le avversarie più temibili del girone, ma al Mondiale, come del resto in ogni test-match internazionale, non potremo permetterci di sottovalutare nessun avversario: è probabile che troveremo Canada o Stati Uniti, che abbiamo affrontato la scorsa estate, ed una tra Georgia e Romania. Tutte squadre solide, fisiche, che se non punteranno alla qualificazione ai quarti saranno comunque decise a lottare per il terzo posto nel girone, che varrà l’automatico accesso ai Mondiali giapponesi del 2019. Mancano due anni e mezzo, ma dobbiamo sapere che ogni partita dovrà essere la nostra finale”. E per finire una nota sui luoghi del futuro Mondiale: “Giocheremo in due stadi unici al mondo, Twickenham e l’Olimpico ma soprattutto stiamo parlando di un Mondiale che si giocherà nella patria del rugby, un Paese che ha organizzato una Olimpiade indimenticabile meno di un anno fa e che sicuramente saprà regalare al nostro sport una memorabile edizione della Rugby World Cup”.  Bravo monsieur Brune! Giorgio Sbrocco

17
marzo


Six Nations – Brunel e Parisse applauditi in sala stampa. By Giorgio Sbrocco

Applausi in sala stampa quando arrivano Jaques Brunel e Sergio Parisse a commentare la vittoria sull’Irlanda e il quarto posto in classifica generale.“Non c’è paragone – esordisce capitan Parisse – tra le due vittorie del 2007 e quelle di quest’ultimo Sei Nazioni. Stavolta abbiamo veramente costruito due vittorie contro squadre più forti e con una storia alle spalle molto più importante della nostra. Queste due vittorie sono un buon segnale che abbiamo dato a questi due team, anche per il futuro e per noi rappresentano la consapevolezza di essere una squadra in crescita. Ma non dobbiamo cullarci sugli allori, perchè è adesso che inizia il lavoro più duro. Dobbiamo imparare meglio ad essere costanti nelle prestazioni, senza cali di concentrazione, come alcuni veri e proprio black-out che hanno condizionato alcune nostre partite in questo 6 Nazioni”.“Nel primo tempo contro l’Irlanda – continua il capitano azzurro – abbiamo sprecato molte opportunità di andare in meta, facendoci prendere dalla frenesia di trovare l’ultimo passaggio. Il vantaggio dopo i primi quaranta minuti poteva essere più ampio sicuramente. Questo fa parte della nostra crescita. Ancora non abbiamo l’abitudine nel dominare certe squadre, ma la sensazione che ho avuto in campo è stata quella di non essere mai in difficoltà. Ogni volta che pensiamo al risultato facciamo delle brutte partite, ma oggi non è stato così”.“Avevamo davanti giocatori del calibro di O’Driscoll – prosegue il numero otto dell’Italrugby – ma penso che i nostri trequarti oggi abbiano provato piacere, dimostrando di poter giocare ad altissimo livello. Li abbiamo messi sotto fisicamente in difesa e questo ci tengo a sottolinearlo. Una delle cose migliori dal punto di vista psicologico da quando è arrivato Brunel è stato il fatto che i nostri trequarti hanno acquisito maggior fiducia in se stessi. Stiamo lavorando molto sul trovare il giusto equilibrio con gli avanti. Questo 6 Nazioni ritengo sia stato soddisfacente per i nostri trequarti perché hanno dimostrato non solo di essere all’altezza, ma di saper mettere tutti in difficoltà, sia in attacco che in difesa”.“In settimana – conclude capitan Parisse – abbiamo avuto uno scambio di opinioni con lo staff tecnico. Avevamo giocato domenica e, quindi, abbiamo avuto a disposizione un giorno in meno per recuperare. Ho parlato con Jaques e gli ho chiesto di dare un po’ di riposo alla squadra. Lui ha acconsentito e oggi sono contento di aver ripagato la fiducia che ci ha dato. Anche queste sono cose importanti che denotano la crescita di una squadra e del rapporto con il proprio allenatore”.“Volevo aspettare la partita con l’Irlanda per fare un bilancio di questo mio secondo 6 Nazioni – dice Jaques Brunel – perché il risultato del match di oggi perché poteva restituirci due immagini molto diverse di questo Torneo. Penso che questa vittoria possiamo inserirla in una certa linea di continuità con quelle contro gli All Blacks, l’Australia, la Francia e l’Inghilterra. Abbiamo giocato ad un livello molto alto contro tutte queste squadre. Ma non dimentico le sconfitte con la Scozia e il Galles. Non abbiamo ancora totalmente la capacità di mantenere costante il nostro livello di gioco. Dobbiamo crescere ancora, ma lo spirito che abbiamo mostrato, cercando di imporre il nostro gioco a tutte queste squadre, mi fa capire che siamo sulla buona strada”.“Siamo i rappresentanti del rugby italiano – continua il ct – e colgo l’occasione per ringraziare l’ottimo lavoro che stanno facendo le franchigie per la crescita del movimento rugbistico italiano. Zanni (oggi man of the match) ha compiuto un percorso incredibile, giocando un numero impressionante di partite senza mai fermarsi e tutte sempre allo stesso livello. Lui è solo uno degli esempi di giocatori che sono cresciuti grazie, appunto, alle nostre due franchigie.  “Abbiamo ancora tanto lavoro da fare – prosegue il coach degli azzurri – e dobbiamo trovare, come ha detto Sergio, il giusto equilibrio. Difficile da trovare, ma non impossibile. Con quella di oggi, sono due partite che non subiamo mete e questo, per me, è un segnale molto importante perché denota il carattere della nostra squadra. Ogni partita e ogni torneo ha la propria storia. Il percorso per costruire la squadra e il nostro gioco è ancora lungo e passa anche dai match che andremo a giocare questa estate con Sudafrica e Samoa. Dobbiamo continuare su questa strada, convinti che sia quella giusta”.“Voglio spendere due parole per Andrea Lo Cicero – conclude Brunel – un giocatore di valore assoluto: più di cento caps in 14 anni di Nazionale ed essere ancora ad un livello così alto a 37 anni è una delle immagini più belle del rugby”.Giorgio Sbrocco

21
febbraio


Six Nations – Brunel: “Con Castro capitano vinciamo il Torneo!”. Geldenhuys a casa in permesso parentale. By Giorgio Sbrocco

Uno Jaques Brunel sereno, fatalista il giusto, ottimista circa le possibilità di riavere il capitano squalificato prima del 16 marzo e persino ironico quando parla della tradizione vincente dell'Italia con Castrogiovanni capitano, ha incontrato la stampa nel pomeriggio romano e ha fornito alcune interessanti spiegazioni sulle scelte di formazioni operate. Svelato il “mistero” dell'assenza di Geldenhuys: in licenza premio per...paternitàSulla squalifica di Parisse: “Ho visto la partita in cui è stato espulso Parisse e il primo pensiero, dopo il cartellino rosso, è stato che avesse fatto qualcosa di grave. Oggi sono convinto che Sergio non abbia detto nulla che non fosse strettamente collegato alla situazione di gioco, più precisamente ha chiesto che Bordeaux venisse sanzionata con un giallo. Siamo convinti che non abbia insultato l’arbitro e che questi abbia sbagliato, per motivi che ignoro. Adesso speriamo che il ricorso che Parisse presenterà insieme al proprio Club evidenzi che non c’è stato insulto all’arbitro. Noi oggi possiamo solo prendere atto di questa situazione, è successo tutto nel Top14, non possiamo intervenire”  Sulla scelta di Vosawai numero 8:  “Gioca in questo ruolo a Treviso, così come Robert Barbieri ed in misura minore Paul Derbyshire. Zanni, per quanto ho avuto modo di vedere, non gioca mai numero otto a Treviso: Barbieri non è ancora al 100%, per questo abbiamo puntato su Vosawai, con Derbyshire in panchina come possibile sostituto ed anche come alternativa in rimessa laterale”.Su Pavanello preferito a Geldenhuys in seconda linea: “Ha grandi qualità nella gestione delle rimesse laterali e può essere davvero importante per noi in questa fase di gioco. Facciamo gli auguri a Geldenhuys che questa notte è diventato papà ed ha chiesto un giorno di permesso per poter essere vicino alla famiglia”.Gradi di capitano affidati a Martin Castrogiovanni come nel tour estivo in America: “Martin ha fatto molto bene in questo ruolo la scorsa estate, non c’era necessità di cambiare. Inoltre – ha scherzato Brunel – se mantiene la sua imbattibilità come capitano sino alla fine del 6 Nazioni, siamo a posto: vinciamo il Torneo”.Sulla nuova mediana Burton – Gori:  “Botes e Orquera hanno fatto una grande partita contro la Francia, mentre in Scozia sono stati spesso in difficoltà nelle scelte di gioco, come del resto tutta la squadra, e per questo abbiamo deciso di cambiare”.Giorgio Sbrocco

04
febbraio


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Fir – Il presidente Alfredo Gavazzi elogia il lavoro di Jaques Brunel: “Ha creato un clima di fiducia e consapevolezza”. By Giorgio Sbrocco

Se il buongiorno si vede dal mattino…All’indomani della fantastica impresa dell’Olimpico contro gli ex maestri francesi viene spontaneo riconoscere che aa presidenza Gavazzi ai vertici della Fir è cominciata davvero alla grande. Il diretto interessato  dimostra idee chiare sulla spartizione dei meriti. Al microfoni di Radio Rai: "Molto dipende dal nostro allenatore ha creato un clima di fiducia e consapevolezza dei nostri mezzi, ha trasformato il gruppo nella sua consapevolezza e nella sua voglia di vincere". E ancora: "Spero che questo trend di crescita continui, siamo all'inizio di un percorso e dobbiamo ancora fare tanto per dimostrare le nostre capacità. I segnali si erano visti nei test autunnali anche se un po' frazionati, come il primo tempo contro gli All Blacks o contro l'Australia, ma la vittoria è il presupposto per i prossimi incontri". Sul pubblico dell’Olimpico: “Lo stadio di rugby si riempie con le famiglie, non ci sono discussioni, non ci sono litigi, è lo sport della famiglia”.Giorgio Sbrocco

28
gennaio


Six Nations - Azzurri in allenamento sotto la pioggia. By Giorgio Sbrocco

Primo allenamento bagnato (allenamento fortunato?) per la Nazionale di Jaques Brunel stamattina all’Acquacestosa in vista del debutto di domenica all’Olimpico contro la Francia. Prima di scendere sul campo (sintetico)  il ct  ha presentato ai giocatori il piano di gioco elaborato per la sfida, con particolare riferimento all’organizzazione offensiva e difensiva.  Hanno preso parte alla seduta 31 giocatori. “Ci sono alcune situazioni da rivalutare – ha spiegato il manager degli azzurri Luigi Troiani – in particolare quelle di Barbieri e Furno, alle prese rispettivamente con un problema muscolare al polpaccio e con una distorsione alla caviglia. Gori e Pavanello oggi hanno lavorato a parte sul campo e da domani saranno nuovamente a disposizione dello staff tecnico”.Giorgio Sbrocco

23
gennaio


Six Nations – Sergio Parisse da Londra: “Nessun obiettivo minimo. Contano solo i risultati”. By Giorgio Sbrocco

È un Sergio Parisse motivato, confidente e deciso quello che dalla sede dell'Hurlingham Club di Londra, in margine alla cerimonia di lancio del Torneo delle Sei Nazioni 2103 cui ha preso parte con i capitani delle squadre partecipanti e i relativi staff, lancia un messaggio di ottimismo ai tifosi dell'Italia ovale che attendono trepidanti la sfida alla Francia in programma domenica 3 febbraio all'Olimpico di Roma. Queste le dichiarazioni del capitano in conferenza stampa: “Obiettivi minimi in termini di risultati? Non ce ne siamo posti, vogliamo continuare sulla strada intrapresa a novembre: mettere in campo un gioco dinamico, pericoloso per gli avversari, ambizioso. Non aspetteremo per difendere, lavoreremo per attaccare. Ogni gara in casa sarà una chance per vincere, vogliamo che sia il miglior Torneo giocato da questa squadra, questa è la nostra ambizione principale”. E ancora: “I test di novembre ci hanno dato confidenza e consapevolezza di poter impensierire tanti avversari, nel Sei Nazioni dovremo confermare tutto questo, ribadire che questo è il rugby che vogliamo portare sino ai Mondiali, raccogliere il frutto del lavoro, raccogliere vittorie. Credere nel nostro gioco, prima di tutto, ma non dimenticare che il risultato conta perché è quello che resta scritto negli annuari”.Sulle caratteristiche della formazione azzurra:“Non siamo una squadra che ha le qualità per vincere anche se gioca male, quindi dovremo esprimerci sempre al meglio per mettere noi stessi nella posizione di portare a casa il risultato. Certo, se arrivasse un Grande Slam anche giocando male…Credo che tre o quattro anni fa il gruppo fosse meno equilibrato di oggi. Abbiamo dimostrato di essere alla ricerca di un rugby più bilanciato tra gioco degli avanti e dei trequarti, senza rinunciare alle nostre forze ma valorizzando il gioco della linea arretrata. Abbiamo i giocatori per farlo e per divertirci tutti assieme”Secondo il ct Jaques Brunel, presente insieme con il manager Troiani e lo staff dell'Italia femminile: “La partita con la Francia sarà diversa da quella dell’anno scorso ma ugualmente difficile per noi. Stiamo crescendo, ma potremo dire di essere maturi quando battere la Francia non sarà più vista come un’impresa, ma come una normale possibilità. Cosa mi aspetto? Punteremo a vincere il maggior numero di gara possibili, un obiettivo normale per chi fa sport professionistico. Ma le vittorie arrivano in rapporto a quello che si fa vedere sul campo e quello che faremo vedere sul campo è per me la cosa più importante. Nello scorso 6 Nazioni ed in novembre abbiamo fatto vedere di essere sulla strada giusta, sarà fondamentale confermarsi in una competizione lunga e difficile come il Torneo, un appuntamento che non ha pari al mondo”.Giorgio Sbrocco 

10
gennaio


Sei Nazioni – Brunel e il presidente Gavazzi fiduciosi. “Il ct: “Presto per puntare alla vittoria, però...”. By Giorgio Sbrocco

 Il presidente Fir Alfredo Gavazzi stamattina a Roma a margine della presentazione della lista dei   convocati per l'apertura del Sei Nazioni 2013:  “La Nazionale a novembre ha mostrato voglia di giocare, di avere il giusto atteggiamento, di voler imporre il gioco: non posso che augurarmi che si continui in questa direzione. Il 6 Nazioni è un Torneo senza eguali al mondo per attenzione mediatica, interesse del pubblico, capacità di emozionare: una vetrina fondamentale per la promozione del rugby e per continuare nella nostra crescita”. Sulla scelta di confermare 27 dei giocatori già chiamati in occasione dei test di novembre e di insereire le “novità” Garcia, Derbyshire e Buso nel gruppo dei 30 il ct Jaques Brunel ha dichiarato: “Derbyshire nell’ultimo anno si è sempre infortunato prima dei raduni, non siamo mai riusciti a vederlo od utilizzarlo: mi auguro sia l’occasione giusta per lui. Garcia ha giocato più di Morisi in Pro12, e può rappresentare anche un’alternativa interessante come calciatore. Buso, infine, è un ragazzo che sta facendo bene con le Zebre e che può coprire più di una posizione in ruoli in cui non abbiamo una particolare profondità”  Sulla netta prevalenza dei giocatori Benetton (18 su 30): “Treviso è la squadra che ha mostrato maggiore qualità in questa prima fase della stagione, ci sono tanti giocatori che hanno moltissima esperienza internazionale, la Benetton ha avuto un ottimo inizio di stagione ma anche le Zebre hanno mostrato qualità, basti pensare alla partita della settimana scorsa contro gli Ospreys, e ci sono due convocati in più rispetto ai test di novembre “ Sul Sei Nazioni che attende la sua Italia: “Sarà il Torneo  che noi sapremo costruire, una competizione difficile. Iniziamo contro la Francia, che arriva da un grande autunno internazionale: sarà una partita interessante, come sempre contro i francesi. Per cultura e passione, Francia ed Italia hanno caratteristiche simili anche se oggi la Francia ha sicuramente più talento”  Quanto agli obiettivi e alle ambizioni della squadra Azzurra: “Credo sia ancora presto per l’Italia per lottare per la vittoria finale, ma mi auguro che dopo aver vinto in casa contro la Scozia e sfiorato il successo con gli inglesi giocando tre partite in casa ci possano essere maggiori possibilità di fare risultato. In ogni caso, per me, la cosa più importante dei risultati sarà continuare a vedere sul campo da parte della mia squadra l’ambizione di giocare ed imporre il proprio rugby”.Sulle due prime avversarie: “Le prime due partite con Francia e Scozia ci mettono di fronte ad avversari che sono usciti dalla finestra autunnale in modi opposti: la Francia ha battuto Australia, Argentina e Samoa faticando un poco solo con quest’ultima e lanciando giovani di qualità, la Scozia ha subito tre sconfitte con All Blacks, Sudafrica e Tonga ed è in una situazione certamente diversa. Ma novembre è novembre, febbraio è febbraio: staremo a vedere”.Quanto al pubblico: “Spero sia come sempre numeroso alle partite della Nazionale qui all’Olimpico e spinga con noi in campo: sarà un grande valore aggiunto per aiutarci nella ricerca della vittoria”.Giorgio Sbrocco

09
gennaio


Sei Nazioni – Domani a Roma Brunel presenta l’Italia per il Torneo.

Domani alle ore 12 presso la Sala Ospitalità dello Stadio Olimpico di Roma il presidente della Fir Alfredo Gavazzi ed il commissario tecnico Jacques Brunel ufficializzeranno nel corso di una conferenza stampa la lista dei trenta Azzurri convocati in vista del turno inaugurale dell’RBS 6 Nazioni 2013.

07
gennaio


Pronostici – Il migliore è Jaques Brunel. Solo la sconfitta di Tolone gli nega l'en plein. By Giorgio Sbrocco

Jaques Brunel è stato il migliore fra i quattro esperti che hanno pronosticato le partite del week end internazionale dei quattro maggiori campionati europei. Il ct dell'Italia rugby, pronto a tuffarsi nella meravigliosa avventura del Sei Nazioni,  ha sfiorato ancora una volta il 100% di risultati azzeccati chiudendo con un 6/7 causato dal clamoroso tonfo interno della capolista Tolone contro il Racing (nessun azzurro in campo). Due errori a testa per gli altri tre pronosticatori: Antonio Liviero (Il Gazzettino) alle prese con la Premiership ha mancato le due vittorie esterne di Northamptpon e (questa sì clamorosa) dei London Irish a Gloucester. Stesso risultato numerico (4/6) quello realizzato da Tiziano Casagrande (La7) nel Pro 12 celtico. La vittoria interna di Glasgow sul suo (di Casagrande, che vi ha giocato numerose stagioni) Benetton e il successo di Cardiff in casa di Munster le due partite dall'esito non previsto. Due errori anche per Luigi Malaspada (La Voce di Mantova) incaricato della X giornata del campionato di Eccellenza: la sconfitta interna del Petrarca con Viadana e il successo (all'84'!) delle Fiamme Oro sulla Lazio nel derby romano i due “buchi” nella schedina del collega lombardo.Giorgio Sbrocco

17
novembre


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ITA - NZ - Le montagne da scalare di Jaques Brunel. By Giorgio Sbrocco

Manca meno di un'ora all'inizio della sfida dell'anno. Nell'attesa di vedere di persona come "andrà a finire" il confronto con i primi della classe, tornano alla mente le parole del tecnico transalpino pronunciate alla viglia del match. Ha scelto una metafora alpinistica Jaques Brunel per parlare degli All Blacks che gli Azzurri sfideranno domani all’Olimpico di Roma davanti a oltre 70 mila appassionati. “Loro sono l’Everest – ha dichiarato – e noi dovremo essere alpinisti coraggiosi e determinati”. Sottinteso: per scalarlo. “Se si ha paura del freddo, della neve, dell’altitudine, conviene restare sul Monte Bianco…” ha poi concluso. Dove, evidentemente, secondo lui: fa caldo, non nevica mai e l’altitudine non è particolare rilevante. Per uno originario del dipartimento francese del Gers, cuore dei Midi-Pyrénées,  e che perciò di montagne qualcosa dovrebbe caprine l’accostamento fra le due vette pare un tantino azzardato. E anche come proporzioni…Avesse detto che (noi Italia del rugby) rispetto ai Maestri in maglia nera campioni del mondo rischiamo di rimanere, quanto a vette da violare,  sul…cavalcavia dietro la stazione o sulle incantevoli colline del Chanti, forse avrebbe dato un’immagine più aderente all’effettivo rapporto di forze oggi esistente fra le due realtà. Realtà che, montagne più o meno inviolate a parte, sono e rimarranno lontanissime fra loro. A dirlo non sono (solo) i precedenti e i palmares. Ma la consistenza complessiva di un movimento, quello neozelandese, capace di “produrre” con disarmante regolarità giocatori di alto/altissimo livello. Con ciò (auto)alimentando un movimento di base (interno) che sostiene tre diversi livelli di competizione (Championship, Super Rugby e ITM cup, il vecchio Npc) e rifornisce  gran parte del mercato mondiale con giocatori capaci di fare la differenza in ogni angolo del pianeta. Noi, dopo Diego Dominguez, un’apertura non l’abbiamo “tirata fuori” neanche a pagarla. E un estremo dopo Paolo Vaccari… Quello della Nuova Zelanda è  anche il movimento che dal 1987 al 2011 è riuscito a… perdere tutti i Campionati Mondiali cui ha partecipato, nonostante il ruolo di eterno favorito e le quantità industriali di talento esibito sui campi di gioco. Salvo però dominare la scena, dall’alto di una superiorità raramente messa in discussione. Ma tornando a Brunel e alle sue immagini: che pensando agli All Blacks venga in mente l’immagine per definizione più statica al mondo (una montagna, appunto) è qualcosa di effettivamente poco chiaro e che andrebbe adeguatamente investigato. Molto più “normale” oltretutto, essendo i nostri avversari di domani  uomini provenienti da isole in mezzo all’Oceano, parrebbe affiancare gli Invincibili di coach Hansen a una tempesta perfetta. Per uscire vivi dalla quale, occorrerà, come minimo, aver approntato le giuste misure di auto protezione. Leggasi: difendere efficacemente dal primo all’ultimo minuto. La cosa, a ben vedere, che l’Italia del rugby sa fare meglio. L’unica, purtroppo. L'ultima volta, a San Siro, finì con gli AB a 20 e noi a 6, con una meta tecnica a nostro favore (scandalosamente) non concessa.  Buona scalata a tutti! Giorgio Sbrocco

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