29
settembre


Pro 12 – Due mete Scarlets nel primo tempo a Monigo. Treviso sotto di 12 al riposo. By Giorgio Sbrocco

Benetton – Scarlets  5 - 17Marcatori: 13’ dr Priestland, 26’m. Fenby tr. Priestland, 29’ mnt Ghiraldini, 38’ m. Fenby tr. Priestland Pioggia battente e clima quasi autunnale a Monigo per la quinta giornata del Pro 12 Celtico Partenza in assoluto equilibrio, con Treviso superiore nelle fasi statiche (mischia ordinata super con Cittadini in versione Sei Nazioni!) e votato all’offensiva. Priestland trova il drop del vantaggio al 13’ e un minuto dopo Morisi deve uscire per infortunio. Al suo posto entra Di Bernardo. Partita molto aperta e con continui cambi di fronte. Treviso “rischia” di segnare al 19’ grazie a un perfetto calcio a seguire di Williams, gli Scarlets (21’) mancano l’appuntamento con la meta solo grazie a una monumentale difesa scivolata di Iannone lungo l’out sinistro. Al 26’ Di Bernardo (nella foto di Elena Barbini) perde palla a metà campo (placcaggio frontale), McLean salva sulla linea ma Burton non trova il calcio di liberazione e regala agli Scarlets un miss mach Fenby-Barbieri che l’ala gallese  non spreca e capitalizza al meglio per la meta del 10-3. Treviso però non molla e Ghiraldini è lesto (29’) a raccogliere un rimpallo nei pressi di un raggruppamento dentro i 22 avversari. Il biondo tallonatore padovano accelera e plana in meta per i punti del – 5 sul tabellone. La pioggia è tanta e la palla diventa sempre più intrattabile. Una paio di volte è proprio la saponetta ovale a tradire l’attacco Scarlets che, però, non sembrano intenzionati a cambiare atteggiamento tattico. Al 38 uno scriteriato (tentativo) di incroci odi Burton con Sgarbi, genera una palla vagante su cui si avventa al piede Fenby che riesce a governare l’ovale per quasi 70 metri e a schiacciare la sua seconda meta personale della serata. Nell’azione il tallonatore gallese Rees carica illegalmente Iannone senza palla. Squalifica in vista.Giorgio Sbrocco  

27
settembre


10 domande a Franco Smith, allenatore della Benetton Treviso. By Giorgio Sbrocco

Il sudafricano Franco Smith (nella foto di Elena Barbini) risponde alle domande di www.glengrant.it in una pausa della preparazione della sua Benetton in vista della sfida di sabato a  Monigo con gli Scarlets, la formazione gallese che guida la classifica di Pro 12 nonostante la sconfitta interna nell’ultimo turno nel derby con gli Ospreys. Un ringraziamento particolare all’addetto stampa del club trevigiano Andrea Gardina per la preziosa collaborazione. *Soddisfatto dell’avvio di stagione della sua squadra?-Alla luce dei risultati ottenuti devo dire che mi aspettavo qualche punto in più. Soprattutto in considerazione del fatto che alcuni aspetti del gioco, soprattutto l’organizzazione difensiva e la conquista, si sono dimostrati all’altezza del livello della competizione. Nel corso dell’estate abbiamo lavorato molto e con grande chiarezza di intenti. Da questo punto di vista devo dirmi totalmente soddisfatto. Sono anche fiducioso che nel corso della stagione sapremo riprenderci quei punti che abbiamo lasciato per strada in avvio. *Il livello tecnico del Pro 12 continua a salire. Ha raggiunto Premiership e Top 14 quanto a contenuti e intensità?-Il dato è oggettivo: il Pro12 propone con una certa regolarità partite di altissimo livello tecnico e la media degli incontri rispecchia un equilibrio dei valori che potremmo situare sulla fascia medio alta del rugby europeo.  Ciò significa che negli ultimi anni questo campionato è diventato molto più impegnativo per tutti, che ci giocano squadre super competitive e che noi, che ci siam entrati da poco, stiamo crescendo a nostra volta. Con grande fatica e fra mille difficoltà. Ma in maniera evidente e misurabile. Il confronto con i grandi pone molti problemi ma ci aiuta a diventare migliori, questo è sicuro! *La prossima Heineken Cup sarà ancora una volta off limits per le francesi?-Guardando alle semifinaliste del 2012 (3 celtiche) verrebbe da dire di sì. Però squadre come Tolosa, Tolone e Clermont…non è detto che ripetano la prestazione dell’anno passato. Anche perché dispongono di organici straordinari e le motivazioni non dovrebbero mancare. *Il vostro girone di HC è, tanto per cambiare, a dir poco: proibitivo. Ma chi passerà il turno?-Mi verrebbe da dire Tolosa. Ma a rifletterci bene l’equilibrio è tanto. Gli Ospreys da una parte e Leicester dall’altra…molto dipenderà dai risultati dei primi turni, e da quella quota di imponderabile che fa parte del gioco anche ai suoi massimi livelli. Certo che ci aspettano battaglie vere! *L’impiego di Di Bernardo all’apertura è una scelta che potrebbe diventare definitiva nel corso dell’anno?- L’impiego di Di Bernardo risponde alla regola di base di tutte le squadre di qualità: tutti sono utili. Nel corso di una stagione tanto pesante come quella celtica con l’intermezzo della HC gli organici vanno sfruttati fino in fondo con tutta la lucidità possibile. Per ogni ruolo occorrono più soluzioni disponibili. Di Bernardo è una valida alternativa a Burton, in un ruolo che in futuro sarà affidato anche a Ambrosini. L’obiettivo è ottenere il massimo dalla squadra operando nel segno del necessario turnover. *Un accenno al regolamento di gioco: il cambio della tempistica in mischia chiusa ha generato polemiche a non finire e una pioggia di gialli e di calci di punizione nel campionato francese. Quale al sua valutazione?-Sinceramente mi pare un falso problema. Nel senso che non ho visto grandi cambiamenti. È vero, hanno tolto il tempo di pausa…ma la sostanza è che tutte le prime linee del mondo hanno come obiettivo l’entrata anticipata.  I bravi arbitri riescono a garantire parità di diritti in questa delicatissima fase di gioco. I bravi piloni sanno benissimo come comportarsi. Con tre o con quattro tempi: la differenza è zero! *Si parla di secondo arbitro e di ampliamento delle competenze del Tmo. Lei cosa ne pensa?-In teoria sono soluzioni tutte accettabili. L’obiettivo comune è: vedere di più e vedere meglio. Sinceramente non sono sicuro che consegnare al Tmo responsabilità superiori a quelle attuali possa avere ricadute positive e significative sul gioco e sulla gestione delle fasi critiche. Lo stesso dicasi per il secondo arbitro in campo. Io suggerirei di potenziare la figura dei due assistenti. Nel senso di allargare la loro sfera di intervento e di potenziare le loro competenze. Con due assistenti altamente competenti avremmo terne, di fatto, composte da tre arbitri. Ne guadagneremmo tutti. *A novembre la Nazionale sarà impegnata nei 3 Test match e le squadre di Pro12  perderanno molti dei loro effettivi. Quale la soluzione migliore secondo lei: permit player italiani o più stranieri in squadra?- Io dico: dateci la possibilità di giocare con 5 stranieri. Mi pare la soluzione più sensata e in linea con gli interessi di tutti. I permit player italiani presi in prestito dal campionato di Eccellenza non risolvono in alcuna misura il problema. Non fanno parte del gruppo, e non si possono integrare nel giro di un paio di settimane, vengono da una competizione profondamente diversa rispetto al Pro12 e, quindi, troveranno grandi difficoltà nel raggiungere gli standard di prestazione richiesti. Chi dice che per formare un giocatore di alti livello basta farlo giocare ad alto livello…ha della questione una visione molto parziale. Riduttiva. Insisto: dentro cinque stranieri che sono parte integrante della squadra, ne conoscono i meccanismi, i piani di gioco, le soluzioni tattiche, i linguaggi. Piuttosto che inserimenti episodici e non organici. Altro sarebbe poter far giocare i nostri in Eccellenza nei week end in cui non sono convocati in Pro12, o darci la possibilità di avere una seconda squadra… *Pare che questo sarà l’anno di Simone Favaro, a giudicare dalle sue prime ottime prestazioni. Il suo futuro è sul lato aperto o su quello chiuso?-Veramente noi giochiamo con la regola del “destra e sinistra”. Da Favaro mi aspetto che continui ad arrivare primo nella zona di collisione. Per portare sostegno di continuità quando attacchiamo e per tentare il recupero della palla quando siamo in difesa. Dire che è un flanker polivalente, anche se giocherà con la maglia del lato chiuso (la n.6, ndr). *Due parole sul “suo” Sud Africa. Non brillantissimo nel Championship…- Quando si cambia guida tecnica sono da mettere in conto alcuni problemi di “produttività”, soprattutto all’inizio della nuova gestione. E soprattutto quando le differenze fra il vecchio e il nuovo  sono tante e sostanziali. Il Sud Africa che basava il proprio rugby tutto sul possesso e sull’occupazione da gioco al piede e che finalizzava tutto alla vittoria era una cosa. Forse non bellissima da vedere ma tremendamente efficace. Adesso si stanno tentando nuove strade, si costruisce di più, si punta molto sul volume, si cerca di rendere definitivo un cambio di mentalità che, al momento, è più nella testa dello staff tecnico che in quella di tutti i giocatori. Io direi, comunque, che vale la pena aspettare. Giorgio Sbrocco            

22
settembre


Pro 12 – Treviso risorge nel secondo tempo ma la maledizione-Cardiff continua. By Giorgio Sbrocco

Continua la tradizione negativa dei Leoni di Treviso neo confronti del XV di Cardiff. Stavolta è finita 34-12 per i gallesi all’Arms Park la partita valida per la quarta giornata del Pro 12, con la squadra dio casa baciata in fronte dalla fortuna in occasione della meta di Tovey (autostrada all’altezza dei 15 da rimessa laterale dopo un intervento in quasi-intercetto di McLean) del 27-13, di almeno un paio di “mete sospette” non concesse dal Tmo e, per finire, in occasione della meta del bonus firmata all’82’ dal pilone figiano Campese che ha esageratamente dilatato lo score in favore dei grigi di casa. In complesso: un Benetton “leggerino” e poco rigoroso in difesa nel primo tempo concluso sul 3-17, capace però di rialzare prepotentemente il capo dopo l’uscita per giallo di Barbieri (antigioco al 43’, 0-3 il parziale) e di andare a segno due volte proprio con il numero 8 italo canadese (due mete personali). Un giocatore di cui non si vede come Jaques Brunel possa fare a meno in occasione dei prossimi test di novembre. In corso di svolgimento: Munster – Newport (arbitro Mitrea). Pro12 – IV giornataRisultatiCardiff – Benetton 34 – 18Leinster – Edimburgo 22 -16 Giorgio Sbrocco

20
settembre


Pro 12 – Ricordando Spence: a Llanelli derby fra Scarlets e Ospreys, Treviso contro la tradizione a Cardiff. Leinster e Munster sul velluto? By Giorgio Sbrocco

Quarta giornata di Pro 12 nel segno del dolore condiviso per la scomparsa dell’irlandese Spence che ha imposto la cancellazione (riprogrammazione in data da definire) di Zebre-Ulster. Due le partite in programma domani, fra cui spicca il derby gallese di Llanelli fra i lanciatissimi (14 punti) Scarlets e i quasi derelitti Ospreys (2) campioni in carica ma autori di un avvio di stagione davvero di basso profilo. Impegno interno sulla carta abbordabile per i Warriors (5) che allo Scotsun di Glasgow ricevono Conancht (5) per un match che non dovrebbe rivestire grossi problemi o riservare sorprese quanto a esito finale. Sabato: occhi puntati sulla difficile trasferta della Benetton (5) a Cardiff in casa dei Blues(9), l’unica squadra che i Leoni trevigiani non hanno mai battuto nel corso della loro esperienza nel torneo. Il Leinster (9) di Brian O’Driscoll, reduce dal miracolo di Monigo (drop incredibile di Sexton a un minuto dalla fine), riceve in casa Edimburgo (10) per una sfida che potrebbe rivelarsi meno scontata del previsto ma che è, sulla carta, tutta a favore dei dublinesi. Conclude il programma di giornata l’impegno interno di Munster (9) che se la vedrà con i Dragons di Newport (5). All’orizzonte un larga vittoria dell’Armata rossa con tanto di bonus offensivo. Pro 12 – IV giornata (fra parentesi la copertura televisiva)DomaniOre 20.05 Scarlets – Ospreys (BBC Wales)Ore 20.35 Glasgow – Conancht (BBC ALBA/TG4)SabatoOre 19.15 Leinster – Edimburgo (RTE/BBC-ALBA)Ore 19.30 Cardiff – Benetton (S4C)Ore 21.00 Munster – Newport (TG4) Giorgio Sbrocco  

19
settembre


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Pro 12 – Problemi di cartilagine per Van Zyl (Benetton). Ma dovrebbe farcela a rientrare in un mese. By Giorgio Sbrocco

Dopo quella del capitano delle Zebre Marco Bortolami (operato nei giorni scorsi a Parma), un’altra spalla preoccupa il ct dell’Italia Brunel in vista dei test di novembre. E non solo lui, in verità, ma anche Franco Smith e tutti i tifosi della Benetton. L’articolazione è quelle della seconda linea Corniel Van Zyl, toccato (molto) duro nel corso della sfortunata partita di Monigo contro Leinster di sabato scorso. La diagnosi parla di lesione alla cartilagine. La prognosi, per il momento, è di trenta giorni. Se rispettata dovrebbe permettere al giocatore di essere disponibile. Sono (siamo) in tanti a sperare che sia così.Giorgio Sbrocco

17
settembre


Fir – Siamo alle solite: Gavazzi ha vinto ma non c’è stato il plebiscito. E allora? By Giorgio Sbrocco

Se il buongiorno si vede dal mattino…Non si può dire che sia cominciata bene la presidenza di Alfredo Gavazzi ai vertici della Fir. Il problema di fondo, dichiarazioni improvvide a parte (i “metodi leciti e meno leciti” usati dagli avversari, secondo un virgolettato attribuito al neo eletto) e accettata come “dovuta e giustificata” la piccata replica di Luciano Benetton in persona che, con una lettera aperta al quotidiano della sua città, chiede spiegazioni, è che ancora una volta ci stiamo impantanando in un dibattito che non dovrebbe nemmeno cominciare. È che noi italiani (amanti dl rugby compresi) abbiamo una strana e distorta concezione del concetto di competizione. Elettorale , in questo caso. Un atto che, nel pieno rispetto delle regole (formali e sostanziali, azzardiamo), un paio di gironi fa ha dato volto e nome a un vincitore e a uno sconfitto. Per noi, inutile tentare di negarlo, non è sufficiente. Non finisce lì. Come sarebbe normale attendersi. Siamo un paese di democrazia, evidentemente, ancora troppo giovane e la “gara” all’interno di canoni stabiliti in anticipo e accettati da tutti i contendenti non fa ancora parte del nostro sedimentato vissuto. Le prove non mancano. In politica e non solo. Perdere è un’arte difficile. E nessuno ha mai chiarito se si apprenda meglio praticando la vittoria sistematica o il suo contrario. Però qualcosa che non va c’è.  Molti commentatori di cose ovali hanno infatti messo al centro della loro “analisi” la mancata “vittoria schiacciante” del candidato bresciano. Notando, alcuni, che “sono finiti i tempi dell’80% dondiano. Con ciò volendo forse insinuare che, visto il margine uscito dalle urne romane, l’elezione di Gavazzi sia da considerarsi meno autentica? Meno valida? No. E allora? Dove sta il problema? Oltretutto, e di questo si parla poco, la maggioranza su cui Gavazzi potrà contare in Consiglio è unanimemente stimata nell’ordine del 90% (dei consiglieri eletti solo il ligure Besio pare ascrivibile alla quota degli “indipendenti”), di pochissimo inferiore a quelle dell’ultimo e del penultimo mandato di Dondi. Che furono del 100 per 100. E, forse, non per colpa di Dondi. Siamo davvero alle solite: tu hai vinto ma io ho perso di poco. Oppure: stai zitto tu che non hai vinto di tanto. E ancora: tutti pensavano  che avrei perso 6-0, è finita 6-4, fossi in te non festeggerei. Perché? Perché ogni volta che c’è una competizione, chi perde trova normale e dovuto (provare a) limitare la portata del successo dell’avversario? Accuse di brogli, richieste di riconteggio…ne abbiamo viste e sentite di ogni. Perché l’idea che, in democrazia, anche un solo voto di differenza conti e valga come mille, non è nel nostro corredo culturale. Peccato. E peccato che persino uno come Luciano Benetton, la cui storia pubblica e professionale è quella di un uomo spesso in netto anticipo sui tempi, abbia trovato “normale”, nel riferirsi a Gavazzi, definirlo “…uno sportivo eletto con il 55 per cento di preferenze”. Le presidenze  (in un sistema maggioritario puro come è quello che ha portato Gavazzi al potere)  si giudicano sulla base degli atti che il titolare compie nel corso del proprio mandato. E non sulle dimensioni del consenso elettorale che quel potere gli ha consegnato. Non accettare o mettere in discussione un tale elementare dato di fatto equivale a mettere in discussione l’intero sistema di democrazia rappresentativa e delegata. Cioè applicare il noto “teorema Capalbio”, secondo cui, quando si perdono le elezioni, non bisogna cambiare i programmi o i candidati, ma il corpo elettorale! Giorgio Sbrocco

17
settembre


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Pro 12 – Franco Smith: “Molte cose buone contro Linster. Noi guardiamo avanti!”. By Giorgio Sbrocco

Una sconfitta che brucia, la possibilità di battere i campioni d’Europa (in formazione tipo!) accarezzata fino al drop di Sexton al 79’. Ma non c’è amarezza nell’analisi di Franco Smith, che come suo costume guarda avanti e incamera le molte cose positive che i suoi giocatori hanno fatto sul campo di gioco contro Leinster.“Abbiamo giocato molto bene e mi piace soffermarmi sugli aspetti positivi della prestazione dei miei ragazzi, dal momento che quelli negativi non sono molti. Mi è piaciuta l’attitudine complessiva della squadra, frutto del grande lavoro svolto in settimana. Grande e coraggiosa la nostra prestazione difensiva. Aver concesso al Leinster una sola meta ne è la migliore dimostrazione. Anche se quella meta (di Brian O’Driscoll, ndr) mi dispiace molto averla subita. Abbiamo giocato bene con la palla in mano (nella foto di Elena Barbini: Botes sostenuto da Gori) e creato un buon numero di fasi. La prima azione della partita è durata tre minuti! Quanto facciamo in allenamento riusciamo a metterlo in campo nel corso della partita. Buon segno. La sconfitta con il Leinster deve andare in archivio e tutti insieme dobbiamo pensare solo agli impegni che ci attendono”.Giorgio Sbrocco  

16
settembre


Pro 12 – Grande Treviso contro il Leinster delle stelle. Decide un drop di Sexton a un niente dalla fine. By Giorgio Sbrocco

  BENETTON – LEINSTER 18-19 (pt 8-3) MARCATORI: 14' cp Di Bernardo.; 22' mnt Barbieri; 30' cp Sexton,  45' m. O'Driscoll tr. Sexton; 17' cp Sexton , 26' cp Burton, 74' cp Sexton, 78' m. Semenzato tr. Burton; 79' dr. Sexton   BENETTON TREVISO: McLean; Gori, Benvenuti, Sgarbi, Nitoglia (st 29' Semenzato); Di Bernardo, Botes (st 15' Burton); Barbieri (st 20' Filippucci), Zanni, Favaro (st 34' Budd); Van Zyl (pt 25' Bernabò), Minto; Fernandez-Rouyet (st 15' Cittadini), Ghiraldini (st 20' Sbaraglini), De Marchi (st 15' Rizzo). All. Smith. LEINSTER: Madigan (st 8' Nacewa); Conway, O'Driscoll, McFadden, Carr; Sexton, Reddan (st 26' Cooney); Heaslip, Jennings, McLaughlin; Toner, Browne (st 24' Cullen); Ross (st 24' Hagan), Strauss (st 24' Cronin), Van der Merwe (st 20' Healy). A disp.: Murphy, Reid. All. Schmidt. ARBITRO: Davies (Galles) A meno di 60” dalla fine un drop assassino di Sexton (da una distanza che solo i campioni veri hanno il coraggio di praticare) ha portato via alla Benetton una vittoria che profumava di impresa storica, ha gelato i 5mila accorsi sugli spalti ad applaudire i ragazzi di Smith (22 italiani!) e ha chiuso la contabilità di un match a tratti entusiasmante con un 4 punti a 1 per gli ospiti. Peccato! Perché Treviso aveva ampiamente dimostrato di valere i dublinesi, perché loro (stavolta) erano sbarcati in Veneto con il meglio delle truppe a loro disposizione, perché la meta di Semenzato (nella foto di Elena Barbini) a 2’ dalla fine aveva tutte le caratteristiche della pietra tombale sul mach, perché all’Irlanda (intesa come Nazionale al Sei Nazioni), quanto a drop all’ultimo secondo avevamo già dato. A Roma quella volta che O’Gara…Ma tant’è! Qualcuno dirà che è la dura legge dello sport, altri si diletteranno a sostenere che Treviso aveva in mano la partita e se l’è lasciata colpevolmente sfuggire di mano, qualcuno se la prenderà con i due errori dalla piazzola di Di Bernardo. Discussioni buone per un terzo tempo più o meno alcolico. Niente più.  Treviso ha affrontato la gara consapevole di avere di fronte uno squadrone (BOD migliore in campo a autore della meta che, a conti fatti, ha deciso l’incontro) e ha messo in pratica alla lettera le indicazioni tattiche del suo coach sudafricano. Ne è uscita una contesa dai toni agonistici sempre elevati, di un rigore tattico ammirevole e di una pulizia tecnica che raramente capita di vedere anche sui campi della Celtic league. Onore a Treviso e al suo cuore, all’atteggiamento indomito e coraggioso che hanno confermato la bontà del lavoro svolto e la qualità dei singoli. Un patrimonio del rugby italiano costruito con fatica e competenza che merita di essere, prima di tutto, preservato e rispettato. E da cui tutti, a cominciare dalla Nazionale, avranno qualcosa da guadagnare.Giorgio Sbrocco  

14
settembre


Pro 12 - Un Leinster stellare per vincere a Treviso! By Giorgio Sbrocco

Leinster con i pezzi pregiati nel XV di partenza domani sera a  Monigo contro la Benetton Italian style di coach Franco Smith nel terzo turno di Pro 12. In campo: il numero 8 e capitano Jamie Heaslip con al fianco Shane Jennings e Kevin McLaughlin.a comporre una etrxza linea che, in pratica, è quella della Nazionale irlandese. Promette di valere da sola il prezzo del biglietto anche la coppia di centri  Fergus McFadden - Brian O’Driscoll. E pure la mediana nno scherza, con Reddan alla mischia e super Sexton in cabina di regia. Per sicurezza (dovessero mancare precisione dalla piazzola), estremo giocherà  Ian Madigan (18 punti contro Newport lo scorso sabato). Un Leinster così attrezzato a Treviso non si era mai visto! Non ci credete? Leggetevi la composizione della panchina, dove siederanno Nicewa e Leo Cullen. Dirigerà l'incontrro il gallese Ian Davies con Carlo Damasco e Stefano Traversi giudici di linea e Stefano Marrama  Tmo. Vietato non andare allo stadio! LEINSTER:15: Ian Madigan14: Andrew Conway13: Brian O’Driscoll12: Fergus McFadden11: Fionn Carr10: Jonathan Sexton9: Eoin Reddan1: Heinke van der Merwe2: Richardt Strauss3: Mike Ross4: Damian Browne5: Devin Toner6: Kevin McLaughlin7: Shane Jennings8: Jamie Heaslip CAPTAINIn panchina16: Sean Cronin17: Cian Healy18: Jamie Hagan19: Leo Cullen20: Jordi Murphy21: John Cooney22: Noel Reid23: Isa NacewaGiorgio Sbrocco

14
settembre


Pro 12 – Benetton tutto italiano sfida il Leinster. In campo Botes e Ghirladini. By Giorgio Sbrocco

Si rivedono Ghiraldini al centro della prima linea e Botes con la maglia numero 9 nel Benetton All Italians (uno straniero –Dean Budd – e per di più in panchina) che coach Franco Smith opporrà domani sera (20.05, diretta su Sportitalia) a Monigo ai dublinesi del Leinster, detentori dell’Heineken Cupe finalisti del Pro 12 della passata stagione, nel terzo turno del campionato celtico attualmente dominato dai gallesi Scarlets di Llanelli. A eccezione di  Filippucci, Minto, Di Bernardo (e Budd), tutti gli altri in elenco gara hanno all’ativo caps con la Nazionale maggiore, per un totale calcolato in 352 fra titolari e riserve. Nel giorno (si vota in mattinata) che potrebbe portare il loro presidente Amerino Zatta a succedere a Giancarlo Dondi a capo della federazione nazionale, i Leoni biancoverdi inseguono il sogno di ripetere l’impresa riuscita nell’anno del debutto celtico, quando a Monigo, dopo gli Scarlets al debutto, si arresero anche gli irlandesi di Brian O’Driscoll (29-13, 18 settembre 2010). Da seguire il ritorno in maglia numero 15 di McLean e la partenza con il 14 sulle spalle di Gori.Questa la formazione annunciata  BENETTON TREVISO15 Luke McLean14 Edoardo Gori13 Tommaso Benvenuti12 Alberto Sgarbi11 Ludovico Nitoglia10 Alberto Di Bernardo9 Tobias Botes8 Robert Barbieri7 Alessandro Zanni6 Simone Favaro5 Corniel Van Zyl (capitano)4 Francesco Minto3 Ignacio Fernandez-Rouyet2 Leonardo Ghiraldini1 Alberto De MarchiA disposizione:16 Franco Sbaraglini17 Michele Rizzo18 Lorenzo Cittadini19 Valerio Bernabò20 Dean Budd21 Marco Filippucci22 Fabio Semenzato23 Kristopher Burton Giorgio Sbrocco  

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