29
agosto


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Australia – Dimissioni Gregan. Paul McLean nel Board dell’Aru. By Giorgio Sbrocco

L’australiano Geroge Gregan ha rassegnato le dimissioni dalla carica di direttore del Board dell’Aru. Il suo posto verrà preso da Paul McLean. La nomina è dstata definita dal presidente federale Michael Hawker: “A terrific addition tu our team”. Altri due ritiri eccellenti sono stati annunciati: quello di John Mumm (ottobre) e del generale Peter Cosgrove (dicembre). Il futuro di Geroge Gregan sarà in Europa?Giorgio Sbrocco

25
agosto


Championship Four Nations – Coach McKenzie ammette: “Non ci capisco un…tubo”. By Giorgio Sbrocco

"A essere onesto, non riesco a capire cosa stia succedendo. Ero abituato a trovare soluzioni, ma ora non riesco più a distinguere i comportamenti fallosi da quelli legali. Mi sento perso. E per fortuna che giocavo in prima linea…". Se ad aver rilasciato queste dichiarazioni fosse stato un allenatore italiano, argentino o francese sarebbe stato lecito pensare a un’azione di (sana) provocazione. Un sasso buttato ad arte nello stagno per “stimolare il dibattito”, “aprire una discussione”, “costringere chi di dovere a fare chiarezza”. Ma dette da Ewen McKenzie, ct dei Walalbies, australiano di nascita, cultura e formazione…vogliono dire esattamente ciò che esprimono. Una sorta di chiamata emergenziale, un Sos che si spera qualcuno raccolga (arbitri, Irb) ma, soprattutto, la fotografia fedele di un presente che, tutto è, meno che trasparente e comprensibile. È vero che le buone medicine ci mettono un po’ a fare effetto. Ma il completo marasma (leggasi mancanza assoluta di linearità nella gestione) in cui pare precipitata una fase tanto importante del gioco lascia davvero perplessi. Per non dire: preoccupati. Anche perché, dovesse fallire (cifre alla mano dei reset e delle punizioni, diciamo dei prossimi 6 mesi) la missione affidata alla nuova normativa (semplificare l’ingaggio, stabilizzare gli assetti, ridurre considerevolmente i reset), all’orizzonte e dietro l’angolo ci sono quelli che “facciamo come fanno nel XIII (cioè chiudiamo gli occhi o guardiamo da un’altra parte), dove l’unica cosa che conta è che le mischie durino poco, che la palla esca in fretta e che il pubblico possa vederla. Tutto il resto è fuffa dell’800 che va tolta di mezzo!”. Giorgio Sbrocco

Championship Four Nations – Ancora numeri di NZ – AUS. By Giorgio Sbrocco

Altri numeri ricavato dalla sfida di Wellington, da cui risultano una superiorità netta della NZ in rimessa laterale e una apprezzabile in mischia chiusa. Pareggio sull’efficacia nei punti d’incontro palla a terra e NZ nettamente più disciplinata con solo 8 calci contro subiti a fronte dei 16 Wallabies.NUOVA ZELANDA – AUSTRALIARimesse laterali lanciate e vinte 16/19 – 12/17Percentuale di efficacia 84.2% - 70.6%Mischie ordinate introdotte e vinte 3/3 – 3/5Percentuale di efficacia 100% - 80%Rucks su proprio possesso 55/60 – 77/84Percentuale di mantenimento del possesso 91.7% - 91.7%Calci di punizione subiti 8 – 16Giorgio Sbrocco

Championship Four Nations – I numeri di NZ – AUS. By Giorgio Sbrocco

 I numeri stavolta (e non è la prima) dicono davvero poco, perché fotografano solo l’aspetto formale di un match nel corso del quale la Nuova Zelanda ha dimostrato (sempre) di essere superiore. L’Australia ha fatto più passaggi (tanti di più), ha corso più metri palla in mano, ha portato vanti più palloni e ha addirittura vinto (di poco) la battaglia degli offload e quella dei turnover concessi all’avversario. Ma ha perso. Perché nessun rilevamento statistico sarà mai capace di misurare la consistenza di un possesso e la “serenità” di una salita difensiva, la precisione di un ripiazzamento e la continua (perfetta) ricostruzione del triangolo profondo. Ma i numeri sono numeri e vale la pena conoscerli. EccoliNUOVA ZELANDA - AUSTRALIAMETE 2 – 1METRI PERCORSI PALLA IN MANO 333 – 458PALLONI PORTATI 35 – 15DIFENSORI BATTUTI 11 – 16L.V.  SUPERATA 6 – 3PASSAGGI EFFETTUATI 99 – 133OFFLOADS 7 – 8TURNOVER SUBITI 15 – 13Giorgio Sbrocco

Championship Four Nations – AB autoritari e rigorosi battono l’Australia con l’apertura di riserva. By Giorgio Sbrocco

 Nuova Zelanda – Australia  27 - 16 (pt 15 – 6)Marcatori: 7’, 25’  Lealifano, 27’ m. Ben Smith tr. Taylor,  37’, 54’cp Taylor, 57’ cp Lrealifano, 61’, 70’ cp Taylor, 72’ m. Lealifano tr. O’ Connor, 75’ cp Dagg Non c’è un posto libero nello stadio di Wellington per il debutto casalingo della Nuova Zelanda in Championship. In campo con la quarta (forse quinta) apertura del ranking nazionale i tuttineri partono con i pronostici tutti favorevoli dopo la convincente prova di Sydney. Australiani che tenteranno di ripetere le imprese del 2000 quando un piazzato della seconda linea Eals fruttò la storica vittoria nel giorno dell’inaugurazione di questo stesso stadio. IL FILM DELLA PARTITA 7’ Primo vantaggio per l’Australia che con Lealifano mette fra i pali un calcio a favore concesso dal sudafricano Peyper per fallo a terra. Australia 3 - 013’ e 23’ Taylor e Lealifano sbagliano due calci piazzati da posizione non impossibile. 24’ splendido Lealifano (offload di Moore) che buca la difesa neozelandese e fila verso la meta. Lo recupera Aaron Smith, lo porta a terra ma non lo lascia. Calcia Lealifano e stavolta non sbaglia. Australia avanti 627’ Reazione AB! Palla conquistata da Read su calcio a seguire di Dagg e trasformazione al largo fino al terzo canale dove Ben Smith uomo in più vola fino in mezzo ai pali. Dentro la convesrione di Taylor e sorpasso NZ che va sul 7-634’ Per i libri di tecnica individuale e di conoscenza del regolamento: Richie McCaw placca Hooper in campo  aperto dopo un’avventurosa conquista australiana, lo gira, lo mette a terra e innesca i meccanismi di recupero dei suoi. Che come al solito funzionano. Splendido!37’ Taylor punisce l’Australia colpevole di fallo a terra. AB a +440’ Luatua monumentale in progressione dopo un paio di percussione mortifere di Manonu e Conrad Smith. Recupero affannoso dei Wallabies, pala a terra e via al largo fino alle mani di Ben Smith. Palo di Taylor e primo tempo finito con NZ a + 954’, 57’, 61’, 70’ Tre calci di Taylor e uno di Lealifano fissano il punteggio sul 21 – 972’ grave errore di Manonu che trasmette al largo un pallone su cui si avventa Lealifano: fuga, cambi o di passo e di direzione per far fuori l’incolpevole Dagg e meta in meta ai pali. Australia a – 875’ travolgenti AB, fuori gioco Australia davanti ai pali e Dagg (Taylor toccato duro al costato non calcia) mette i 3 punti della sicurezza Troppi placcaggi sbagliati da parte dell’Australia, AB superiori nel gioco al piede e nella riconquista del possesso.  Mischia chiusa…così così. Secondo tempo meglio del primo.Resta in Nuova Zelanda la Bladisloe cup (non si muove dal 2003)Migliori in campo i due mediani di mischia: Aaron Smith e Will Genia da 10 e lode in tutto. Ma (molto) sopra la media anche O’Connor, Fardy, Dagg, Sam Withelock e Luatua. Bene il debuttante Taylor all’apertura. Non è e non diventerà mai un altro Dan Carter ma la stoffa c’è e gli ottimi maestri non gli mancheranno, il piede (soprattutto nel gioco tattico) è di grande qualità.Giorgio Sbrocco

22
agosto


Championship Four Nations – Fardy in terza e Douglas in panchina le uniche novità nell’Australia di Wellington. By Giorgio Sbrocco

Il debuttante Scott Fardy terza linea lato chiuso in sostituzione dell’infortunato Hugh McMeniman è la sola variazione che il ct dei Wallabies  Ewen McKenzie ha apportato al XV di partenza che sabato sfiderà gli AB a Wellington nella gara valida per il secondo turno del Championship. In panchina trova posto il seconda linea Kane Douglas, di fatto l’unica faccia nuova nei 23 in lista gara. “Avevamo deciso di privilegiare lo stato di forma nella scelta dei giocatori da mettere in campo” ha dichiarato il ct. “Confermiamo questo orientamento nonostante la sconfitta subita sabato scorso. Non sarà un risultato negativo a farci cambiare idea”AUSTRALIA1. James Slipper (Reds)2. Stephen Moore (Brumbies)3. Ben Alexander (Brumbies)4. Rob Simmons (Reds)5. James Horwill (c - Reds)6. Scott Fardy (Brumbies)7. Michael Hooper (Waratahs)8. Ben Mowen (Brumbies)9. Will Genia (vc - Reds)10. Matt Toomua (Brumbies)11. James O’Connor (Rebels)12. Christian Leali’ifano (Brumbies)13. Adam Ashley-Cooper (Waratahs)14. Israel Folau (Waratahs)15. Jesse Mogg (Brumbies)In panchina16. Saia Fainga’a (Reds)17. Scott Sio (Brumbies)18. Sekope Kepu (Waratahs)19. Kane Douglas (Waratahs)20. Liam Gill (Reds)21. Nic White (Brumbies)22. Quade Cooper (Reds)23. Tevita Kuridrani (Brumbies) Giorgio Sbrocco

Championship Four Nations – Taylor all’apertura e Retallick in seconda per la sfida di Wellington. By Giorgio Sbrocco

Fatta la formazione  della Nuova Zelanda che sabato a Wellington  affronterà l’Australia nella gara valida per il secondo turno del Championship 2013 (9.35 ora italiana, diretta su Sky) che assegna la Bladisloe cup. Due i cambi operati dal ct Steve Hansen: fuori Aaron Cruden per  infortunio, la maglia n.10 sarà affidata a Tom Taylor, mentre in seconda linea Brodie Retallick sostitusce Luke Romano anch’egli bloccato da un problema fisico che lo terrà lontano dai campi fino alla fine del torneo. Facce nuove anche in panchina quelle di Dane Coles, Wyatt Crockett, Jeremy Thrush e Colin Slade.Nuova Zelanda: 15 Israel Dagg, 14 Ben Smith, 13 Conrad Smith, 12 Ma’a Nonu, 11 Julian Savea, 10 Tom Taylor, 9 Aaron Smith, 8 Kieran Read, 7 Richie McCaw (capitano), 6 Steven Luatua, 5 Samuel Whitelock, 4 Brodie Retallick, 3 Owen Franks, 2 Andrew Hore, 1 Tony Woodcock.In panchina: 16 Dane Coles, 17 Wyatt Crockett, 18 Charlie Faumuina, 19 Jeremy Thrush, 20 Sam Cane,  21 Tawera Kerr-Barlow, 22 Colin Slade, 23 Charles PiutauGiorgio Sbrocco 

21
agosto


Championship – Il ct Hanesen: “Non fischiate Quade. È un bravo ragazzo”. By Giorgio Sbrocco

Dopo Dan Carter (Super Rugby), è la volta di Steve Hansen. Il ct della Nuova Zelanda si è schierato apertamente contro i fischi all’indirizzo di Quade Cooper che i tifosi neozelandesi sono soliti indirizzare al talentuoso (e discusso) mediano di apertura Wallabies. Spettacolo che molto probabilmente si ripeterà in occasione del match di sabato a Wellington, secondo turno del Championsip 2013. “Cooper è nato in Nuova Zelanda, gioca per l’Australia ma non è un cattivo ragazzo” ha dichiarato il tecnico di tuttineri. Sperando che i suoi connazionali dimentichino affermazioni e atteggiamenti che Quade Cooper ha fatto e tenuto nei confronti del rugby neozelandese. “Basta parlarci insieme per scoprire che si tratta di un ragazzo tranquillo e non di un provocatore” ha aggiunto Hansen. Nella memoria dei tifosi dei campioni del Mondo c’è però la “famosa” ginocchiata alla nuca di capitan Richie McCaw nel Tri Nations 2011…Molto difficile da dimenticare. Praticamente impossibile.Giorgio Sbrocco

20
agosto


Super Rugby – Hooper, White e Walsh migliori Australiani dell’anno. By Giorgio Sbrocco

Il flanker dei Waratahs Michael Hooper è stato eletto miglior giocatore australiano del Super Rugby 2013, succede al mediano di mischia Will Genia. Il titolo di miglior allenatore è andato a Jake White dei Brumbies finalisti del torneo, mentre l’anno scorso a vincere fu l’attuale ct dell’Australia Ewen McKenzie che sedeva sulla panchina dei Reds. Per il secondo anno consecutivo Steve Walsh è stato indicato come miglior arbitro.Giorgio Sbrocco

20
agosto


Championship Four Nations – McKenzie: “Con gli AB gli errori si pagano cash!”. By Giorgio Sbrocco

Intervento chirurgico alla spalla per il flanker Hugh McMeniman e Championship finito  per il 29enne “giapponese” (Kudota Spears).  Alla vigilia della sfida di Wellington il ct dei Wallabies Ewen McKenzie è tornato sulla (pesante) sconfitta di Sydney: “Perdere non è mai piacevole. Non siamo stati capaci di rispettare le regole base del gioco, abbiamo male amministrato i possesso e siamo stati poco efficaci neo nostri tempi forti. Ma ci sono stai anche aspetti positivi che ci autorizzano a ritenere che qualcosa di meglio si possa ancora fare. Occorre saper imparare dalle sconfitte. A certi livelli gli errori si pagano e vengono amplificati. Avversari come gli All Blacks pretendono pagamenti in contanti. Abbiamo perso troppi palloni, ci siamo messi da soli sotto pressione. E quando abbiamo battuto la loro prima linea di difesa non siamo riusciti a concretizzare come avremmo dovuto. Dovremo evitare di ripetere certi errori”.Giorgio Sbrocco

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