11
giugno


Test di novembre – Bologna non vuole l’Australia a novembre. Dopo Milano e Torino è la terza defezione. Qualcosa non va? By Giorgio Sbrocco

La notizia è apparsa sulle colonne de Il Corriere dello Sport a firma Marcello Giordano: dopo Milano (All Blacks) e Torino (Tonga), anche lo stadio Dall’Ara di Bologna è stato dichiarato indisponibile per il test di novembre fra Italia e Australia. In mancanza del Meazza la Nuova Zelanda giocherà all’Olimpico di Roma (proprietà del Coni), negato l’Olimpico del capoluogo sabaudo, si è deciso per spostamento della sfida con gli Isolani del Sud Pacifico a Brescia, ora che anche Bologna (stadio di proprietà della municipalità ma in gestione al alla società di calcio che milita in serie A) ha detto no, la Fir sta correndo ai ripari per trovare una sede alternativa. A parte la figura non propriamente splendida di chi, dopo aver annunciato ufficialmente date e sedi di tre eventi di grande richiamo, scopre di non avere un campo dove giocare, resta il dubbio che (forse) a fare difetto siano le clausole del protocollo in base al quale Fir e città ospitanti regolano il loro rapporto (anche) di natura economica. Forse qualcosa da ridiscutere c’è, dal momento che i test match della Nazionale azzurra, di pubblico e di indotto, ne attirano in gran quantità e alla “storia” del manto erboso irreparabilmente danneggiato non ci crede più nessuno. Coinvolgere anche i comuni proprietari degli impianti nella spartizione degli utili potrebbe essere un’idea? Giorgio Sbrocco

05
giugno


Tour 2012 – Impresa della Scozia in Australia. Vince 9-6 nell’inferno di Newcastle dopo trent’anni di attesa. By Giorgio Sbrocco

Storica vittoria della Scozia (l’ultima in risaliva al 1982) nel match di apertura dei tour estivi delle Nazionali dell’emisfero nord sotto l’equatore. Nel vento e sotto la pioggia battente di Newcastle (NSW, 120 km a nord di Sydney) la formazione di capitan Ross Ford ha battuto 9-6 (pt 6-3) l’Australia al termine di una gara pesantemente condizionata dal meteo ma nel corso della quale è emerso in tutta il suo splendore il livello di affidabilità dell’organizzazione difensiva della formazione europea. Capace, con una lucidità che ha messo più volte in difficoltà i padroni di casa, di difendere ordinatamente (e contro vento)  la propria area dei 22 per 38’ del secondo tempo, concedendo solo un calcio (42’) che Barnes ha trasformato per il provvisorio 6-6. Nel corso di quella che passerà alla storia del rugby mondiale come una vera e propria lezione di organizzazione difensiva (Australia tre volte costretta al tenuto!) e di distribuzione degli uomini nello spazio (oltre che di placcaggio), la Scozia ha esibito grande consistenza sui punti d’incontro e una perfetta salita collettiva sul fronte allargato. Poco, davanti a tante perfezione, ha potuto l’attacco Wallabies, in parte limitato dalla pioggia e dalle condizioni non ottimali del terreno di gioco. Superata (calcio troppo lungo direttamente oltre la linea di pallone morto) la metà campo a due minuti dalla fine, la Scozia ha saputo mantenere il possesso fino al 79’54”. Sulla mischia all’altezza dei 22 a introduzione scozzese concessa sulla sirena, l’arbitro sudafricano Jaco Peyper ha, dapprima concesso (un dubbio) reset, per poi sanzionare la perdita di assetto del pilone sinistro Slipper con una punizione che Laidlow (3/4 per lui alla fine) ha mandato fra i pali al minuto 84 fra il giustificato tripudio dei suoi. Per l’Australia tutti i punti dal piede del centro Harris che al 74’ ha mancato il calci del sorpasso. Prossime avversarie della Scozia saranno Fiji (16 giugno) e Samoa (23). Giorgio Sbrocco

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