15
settembre


Four Nations – Australia in rimonta supera i Pumas e festeggia la seconda vittoria nel torneo. By Giorgio Sbrocco

Argentina a un passo dall’impresa, Australia concreta e, tanto per cambiare, con qualche rilevante problema in attacco e qualche sbavatura di troppo in difesa. Pumas avanti fino all’ultimo quarto di gara grazie a un fantastico uno-due di Leonardi e Cabello fra il 48’ e il 50’. Poi le mete di McCabe e Ioane, sommate al piazzato di Beale a 2 muniti dalla sirena hanno salvato l’onore dei Wallabies e (forse) anche la panchina di Robbie Deans. Per Barnes e compagni (senza Genia) si tratta del secondo successo, dopo quello sul Sud Africa giunto al termine di una rimonta fortemente voluta e portata a compimento con grande determinazione. Buon segno, non c’è che dire. Australia – Argentina 23 - 19Marcatori: 2' cp. Hernandez, 24' cp. Barnes, 28' cp. Hernandez, 48' cp. Barnes, 48' mnt Leonardi, 50' mnt Farias Cabello, 56' cp. Hernandez, 59' m. McCabe tr. Barnes, 68' m. Ioane tr. Barnes, 78' cp. BealeCartellini gialli: 12' McCabe Giorgio Sbrocco

11
settembre


Four Nations - Nick Phipps al posto di Genia, Sharpe capitano e Barnes estremo nell’Australia anti Argentina. By Giorgio Sbrocco

Mentre in Australia quella parte di opinione pubblica amante dei drammi a tinte forti e delle soap opera in salsa ovale pregusta la drammatica cacciata di Robbie Deans “lo straniero” dalla panchina dei Wallabies all’indomani della sconfitta con l’Argentina, e dalle parti di Buenos Aires e (sterminati) dintorni si comincia ad alimentare la leggenda dei Pumas intrepidi e senza paura capaci di imporre la loro dura legge nella terra dei canguri…sono state comunicate le formazioni che scenderanno in campo sabato allo Skilled Park di Gold Coast (a sud di Brisbane, nel Queensaland, una via di mezzo fra Venezia, Amsterdam e...Laguna Beach quanto a canali, al debutto come sede di un test match) per la quarta giornata del Four Nations – Championship. Per l’occasione, perso Genia (minimo 6 mesi), Deans nomina capitano il “vecchio” e affidabile Sharpe, fa (ri)sedere in panchina lo spento Kurtley Beale, consegna la maglia numero 14 a Barnes (che aveva cominciato il torneo col 10 sulle spalle) e centro fa giocare Mc Cabe. Alla mischia ci sarà Nick Phipps dei Melbourne Rebels (4 caps) e in seconda il 23enne uncapped Kane Douglas (Waratahs).Australia: 15 Berrick Barnes, 14 Dom Shipperley, 13 Adam Ashley-Cooper, 12 Pat McCabe, 11 Digby Ioane, 10 Quade Cooper, 9 Nick Phipps, 8 Radike Samo, 7 Michael Hooper, 6 Dave Dennis, 5 Nathan Sharpe (c), 4 Kane Douglas, 3 Ben Alexander, 2 Tatafu Polota Nau, 1 Benn Robinson. Riserve: 16 Stephen Moore/Saia Fainga’a, 17 James Slipper, 18 Scott Higginbotham, 19 Liam Gill, 20 Brett Sheehan, 21 Anthony Fainga’a, 22 Kurtley Beale.Giorgio Sbrocco

Four Nations – Due settimane Etzebeth (SA) per la testata a Sharpe. Genia fuori sei mesi per rottura del crociato. By Giorgio Sbrocco

È costata cara la testata a gioco fermo (grave più il gesto delle conseguenze) che la goiovane (20 anni) seconda linea del Sud Africa e degli Stormers  Eben Etzebeth ha rifilato al collega di ruolo australiano Nathan Sharpe nel corso di una “discussione” avvenuta sabato sul campo di Perth in occasione della terza giornata del Championship australe. Due settimane di squalifica è stata la sentenza della commissione disciplinare del torneo. Lo staff degli Springbocks pare intenzionato a non ricorrere in appello (l'accaduto appare di una solare evidenza e poco potrebbero fare i legali sudafricani per contestare il provvedimento) e si sta concentrando sulla scelta di un sostituto. Pessime notizie, invece, per la Nazionale australiana: il mediano di mischia Will Genia ha riportato la lesione del crociato anteriore del ginocchio destro e dovrà rimanere lontano dai campi di gioco per almeno sei mesi. Per lui: Championship finito e niente Italia-Australia del 24 novembre al Franchi di Firenze.Giorgio Sbrocco

08
settembre


Four Nations – Un’onesta Australia punisce un Sud Africa senza leader e con poche idee. By Giorgio Sbrocco

Australia – Sud Africa  26 – 19 (pt 6-13)Marcatori: 4’ cp M.Steyn, 18’ cp Barnes, 20’ m. Habana tr. M. Steyn, 26’ cp F. Steyn, 29’, 48’cp Barnes, 56’ m. Higginbotham tr. Barnes, 58’ cp F.Steyn, 61’ cp Barnes, 71’ m Alexandrer tr. BarnesGiallo: 34’ Mtawarira (SA)Arbitro: N.Owens (Eng) Raggiunge la sufficienza il pack dell’Australia e l’Australia interrompe, in casa contro il Sud Africa (Pienaar alla mischia), la striscia negativa del suo Championship-Four Nations 2012. Il rugby si conferma gioco semplice. E le regole di base che lo governano, semplici ancor di più. Ne sa qualcosa il Sud Africa che prova a vincere tatticamente la partita affidandosi a una gestione perfetta del gioco al piede e alla risalita/occupazione ad esso collegata. Ma dimenticando di mettere in conto un’efficienza difensiva e nella zona di impatto spalmate su 80’.  Sudafricani sopra di 7 punti al riposo grazie alla meta di Habana (20’) che conclude in tuffo una magistrale raccolta a ridosso della linea bianca, a 8 punti (normali) di Morne Steyn e a tre (eccezionali) dello Steyn che gioca centro, capace di mettere fra i pali un pallone (angolato!) da oltre 60 metri!. Per l’Australia: tanta voglia di fare, primi cinque uomini decorosi ma mai decisi nella zona d’impatto (bravo Samo nonostante le 36 primavera), Quade Cooper e compagni di linea alle prese dei “soliti” problemi legati all’insufficienza qualitativa della “rampa di lancio” del pack. Di Barnes (da fucilazione all8’ il suo passaggio sbagliato a Shepperley smarcato sulla destra del fronte di attacco) i punti per i padroni di casa. Che dal 34’ sono in superiorità numerica per il giallo a Mtawarira, colpevole di uno stupido e inutile fallo di ostruzione.L’avvio di ripresa degli australiani illude. Barnes mette tre punti a referto al 48’ e la partita “promette” di cambiare registro. Il match cala però di tono e fioccano gli errori. Fuori Samo, dentro Higginbotham e anche  Habana saluta la compagnia  per una botta alla schiena. Ed è proprio Higginbotham (56’) , servito da Shpperley perfettamente innescato da Genia davanti ai pali (grazie M.Steyn per il mancato placcaggio!) a segnare i punti del 16-13 che fruttano il sorpasso. Polota-Nau (sicuro mr. Owens?) concede allo Steyn biondo la pedata del 16-16 dopo nemmeno un minuto. Tocca poi allo Steyn bruno (Mornè) commettere la sciocchezza che (attraverso una mischia) offre il + 3 a Barnes su un piatto d’argento (61’). È comunque Morné a pareggiare il conto al 68’ dopo che un drive dei suoi aveva asfaltato gli avanti australiani. Ma è del pilone Alexander (2 offlad perfetti ) al 71’ a chiudere la partita fiondandosi in meta vicino al corner sinistro a conclusiione di un sostegno perfetto sulla chiusa. Purtroppo nell’azione si fa male Genia che esce fra gli applausi con un ginocchio malconcio. Un minuto dopo esce (stiramento?) anche Barnes. A 7 minuti dal termine il SA cerca e trova una rimessa a cinque metri su calcio a favore. Deans cambia la prima linea e l’Australia si appresta a resistere. Ci riesce (ostruzione involontaria) al 75’ davanti ai pali. Poi monopolizza il possesso fin che può, placca ogni cosa e chiude fra i meritati applausi del pubblico (numerosa la colonia sudafricana sugli spalti). Genia e Pienaar i migliori in campo.Giorgio Sbrocco

06
settembre


Four Nations – Deans perde il tallonatore Moore. Al suo posto, contro il Sud Africa, Tatafu Polota Nau. By Giorgio Sbrocco

Quasi la stessa sf… del Sud Africa, almeno a giudicare dalla situazione-tallonatori (non ottimale neanche fra gli Spriongbocks) fra gli Wallabies alla vigilia della terza (e decisiva?) giornata del Championship. Il ct Robbie Deans (che di problemi ne ha e parecchi, soprattutto in mischia) sabato a Perth dovrà fare a meno di Stephen Moore, che non sarà il numero 2 più forte del mondo ma è sicuramente quanto di meglio, al momento, si possa reperire nella sterminata isola-continente down-under. Al suo posto Deans manda (allo sbaraglio/al massacro?) Tatafu Polota Nau (32 caps, Waratahs), che in panchina sarà sostituito da Saia Fainga’a (17 caps, proveniente dai Reds).Giorgio Sbrocco

03
settembre


Four Nations – In Australia (tutti?) vogliono lo scalpo di Robbie Deans. E se si sbagliassero? By Giorgio Sbrocco

 Sabato è di scena la terza giornata del nuovo Championship australe che, contrariamente alla tradizione, pare interessare il vasto mondo dei media ovali soprattutto sul versante “panchina dell’Australia”, che in tanti ritengono sul punto di cambiare proprietario vista la pessima partenza del suo attuale titolare, l’antipatico (e neozelandese) Robbie Deans. Al ct due volte sconfitto dagli All Blacks nel giro di sette giorni (la seconda volta uscendo dall’Eden Park col tabellone a zero, come non accadeva da 50 anni) l’opinione pubblica australiana “chiede” di dare una svolta radicale al gioco dei Wallabies, potendo a fatica contemplare fra le ipotesi di conclusione di questa prima edizione del Four Nations, un quarto e ultimo posto che, in verità, costituirebbe la vera sorpresa dell’anno. Non sanno, i critici di Deans, o forse fanno semplicemente finta di non sapere, che l’attuale disponibilità di uomini da mettere in campo e con i quali competere ai massimi livelli e, al momento, vicina alla spia rossa della riserva. Un po’ per mancanza del necessario ricambio generazionale, un po’ (un po’ tanto, in verità) per la questione infortuni. Ma come in questi mesi davvero mortifera per la Nazionale di Super Genia. Pare che adesso, in vista del match interno con il Sud Afrcia a Perth, Deans abbia aperto le porte del gruppo a una mezza dozzina di volti nuovi. Difficile dire quanto una tale operazione sia figlia delle semplici contingenze e quanto del tentativo (fin troppo palese) di accontentare quella parte di pubblica opinione che pensa che “i giocatori buoni in Australia ci sono, è che Lui non li chiama!”. Difficile dar ragione agli esponenti di questo agguerritissimo partito. La verità è che il blocco dei giocatori attualmente a disposizione di Dean in grado di giocare nei ruoli dal numero 1 al numero 5…sono di qualità complessiva oggettivamente inferiore a quella dei loro omologhi neozelandesi, mentre risultano ( possono risultare) grosso modo in linea con gli standard espressi da Sud Africa e Argentina. Ragion per cui: prima di cacciare Deans (e rivolgersi a un suo sostituto, meglio se unto dal Signore, incaricato di fare miracoli per contratto) sarebbe meglio attendere la fine di questo Four Nations allargato. Che se si chiudesse con tre (quattro?) successi australiani…non sarebbe proprio da buttare. O no?Giorgio Sbrocco  

28
agosto


Four Nations – L'Australia perde Drew Mitchell. By Giorgio Sbrocco

Championship finito, niente tour europeo di novembre e, in sovrapprezzo, qualche mese di riposo assoluto prima di tornare a giocare. Totale: se va bene un anno, o poco meno. Queste le prospettive di Drew Mitchell , sfortunato trequarti ala dell'Australia (28 anni, punto di forza dei Waratahs di Sydney), vittima di un grave infortunio (legamenti delle caviglia lesionati) nel match di Auckland contro la Nuova Zelanda di sabato all'Eden Park.Giorgio Sbrocco

28
agosto


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Australia – Dan Vickerman si ritira dopo tre World Cup e una laurea a Cambridge. By Giorgio Sbrocco

La seconda linea dell’Australia Daniel Vickerman (33 anni, 63 caps) ha annunciato il suo ritiro definitivo dall’attività agonistica. Alla base della decisione, comunicata oggi, le ancora precarie condizioni fisiche. Vickerman (nato a Cape Town in Sud Africa e Springbocks under 21) aveva debuttato nella Nazionale Wallabies nel 2002 contro la Francia e la sua ultima apparizione risale alla semifinale della WC 2011 (la terza cui ha preso parte) contro gli All Blacks. Vittima di una frattura da usura alla tibia, era reduce da un ‘operazione alla spalla. Nel 2008 aveva lasciato i Waratahs di Sydney per trasferirsi in Inghilterra per motivi di studio. Iscritto all’università di Cambridge, avendo ottenuto l’accesso alla prestigiosa scuola di Economia, ne divenne giocatore e ne fu capitano nel Varsity match del 2009. Fino al 2011 ha giocato con il Northampton in Premiership.Giorgio Sbrocco 

Four Nations – Nel Best XV di Planetrugby nessuno australiano e l'intera prima linea Pumas. By Giorgio Sbrocco

Sono la Nuova Zelanda e l'Argentina a monopolizzare (quasi) il secondo best XV del Four Nations 2012 di Planet Rugby all'indomani del pareggio di Mendoza fra Puma e Sprigboks e della vittoria vittoria (a zero!) della NZ sull'Australia che ha fruttato anche la decima Bledisloe cup consecutiva a McCaw e compagni. Spicca, assenza di giocatori australian ia parte, la “promozione” in blocco dell'intera prima linea argentina (4 Pumas nel blocco dei primi 5) , con un meritatissima nota di merito al 30enne tallonatore  Eusebio Guiñazú nativo proprio di Mendoza, autore di una partita semplcemente perfetta nonostante una paio di lanci sbagliati. In attesa dei vostri Best XV alternativi. Four Nations Best XV seconda giornata15 Israel Dagg (Nuova Zelanda)14 Gonzalo Camacho (Argentina)13 Ben Smith (Nuova Zelanda)12 Sonny Bill Williams (Nuova Zelanda)11 Cory Jane (Nuova Zelanda)10 Dan Carter (Nuova Zelanda)9 Aaron Smith (Nuova Zelanda)8 Kieran Read (Nuova Zelanda)7 Juan Martín Fernández Lobbe (Argentina)6 Julio Farías Cabello (Argentina)5 Patricio Albacete (Argentina)4 Eben Etzebeth (Sud Africa)3 Juan Figallo (Argentina)2 Eusebio Guiñazú (Argentina)1 Rodrigo Roncero (Argentina)Giorgio Sbrocco 

25
agosto


Fuor Nations – La Nuova Zelanda vince la sfida con l’Australia e si tiene la Bledisloe cup. By Giorgio Sbrocco

Nuova Zelanda – Australia  22- 0 (pt 9-0)Marcatori: 27’, 29’, 39’, 42’cp Carter, 45’ m. Dagg tr. Carter, 50’cp CarterLa Bledisloe cup resta in Nuova Zelanda, dove dimora stabilmente dal 2003 e da dove, oggettivamente, non si vede come possa traslocare. Almeno fino al giorno in cui in Australia i selezionatori Wallabies non “scoveranno” cinque uomini da mettere “là davanti” per fare la guerra e non perderla al cospetto dei maestri con la felce sul petto. Ordinaria amministrazione nella seconda uscita del Championship australe all’Eden Park per gli uomini del “pescatore” Hansen. Match di addio (addio?) di Sonny Bill Williams. In attesa che cambi idea. Migliori in campo: Higginbotham e Hooper per l’Australia; Messam e Read fra gli AB. Con McCaw fuiori classifica. Tutte terze linee. In Australia diranno che è giunto il momento di cacciare Robbie Deans. Che simpatico non è mai stato (a nessuno) e che in più è straniero. Ma a maglie dei primi cinque invertite, oggi, i Wallabies avrebbero vinto alla grande. Qualcuno può sostenere il contrario? Gli All Blacks nel primo quarto sprecano la bellezza di due mete già fatte: la prima con Dagg (9’), l’altra con Messam (19’, miracolo di Hooper sulla linea). Carter partecipa al banchetto (dei punti mangiati) sbananando al 6’ da posizione (per i grandi) agevole. I primi tre punti li segna comunque lui, al 27’ e firma il primo vantaggio della serata. Al 29’ l’Australia perde Genia che da terra (disperato dall’incalzare dell’avanzamento nero) smanaccia sull’offload di Carter e si merita il giallo immediato da Owen. La “vaccata” cosa altri tre punti ai suoi dalla piazzola In campo pare esserci una sola squadra, quella di casa, che però non concretizza e spreca (9 errori esecutivi nel primo tempo). Dentro Beale al 35’. Al 38’ la NZ ruba  l’introduzione appena fuori dai 22 e la meta sembra cosa (quasi) fatta. Ma gli australiani difendono e “si salvano” con un fuori gioco di linea che concede al piede di Carter (3/4) il 9-0 sul tabellone  al riposo e il 6-0 parziale senza Genia. L’impressione è che nella ripresa l’Australia dovrà alzare bandiera bianca. Il secondo tempo si apre su un errore di Moore che “dimentica” la regola dei 10 metri in gioco aperto e regala a Carter (da 50 metri!) i punti del 12-0. La meta arriva poco dopo: Beale (di spalla!) serve su un piatto d’argento il contrattacco AB che vede la partecipazione di quasi tutti i 15 in campo. Finalizza l’estremo Dagg vicino ai pali ma il merito è davvero di tutti! Wallabies  in difficoltà: Barnes calcia fuori il calci di invio dopo la meta trasformata: gravissimo! In campo c’è una sola squadra, e persino uno navigato come Sharpe perde colpi e concede a Carter (fuori gioco)  il 22-0 al 50’. Al 53’ Genia non piazza da davanti ai pali ma Barnes si trova davanti un incredibile Read che lo ferma e lo induce all’errore. Lo stesso Read, al termine di un possesso infinito (62’ ) manca di un niente la meta personale per una questione di centimetri. Al 70’ quattro AB, fra i quali McCaw, “riescono” a non schiacciare dopo essere arrivati (per merito di tutti) sopra la linea bianca. Negli ultimi scampoli di partita Cruden (Chiefs) entra e va all’apertura,  Carter si sposta centro. Gli equilibri però non cambiano, le mete non arrivano (perché persino Carter se ne divora una al 79’) e la tanto attesa sfida si chiude nell’assoluto rispetto delle previsioni e con il record di errori esecutivi dei “mostri” in maglia nera. Che però chiudono con 25 offloads. Tutti riusciti…Giorgio Sbrocco

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