Calvisano – Andrea Cavinato, un architetto prestato (definitivamente?) al rugby, è tornato, dopo la parentesi di Parma e quella nei ruoli tecnici della Fir, sulla panchina del Cammi Calvisano. La formazione bresciana che guidò allo scudetto 2005 (finale vinta contro la “sua“ Treviso) e che ora comanda solitaria il campionato di Eccellenza. Cavinato è reduce dalla vittoria casalinga di domenica sulla Lazio (30-11) e accetta volentieri di parlare della stagione in corso. “Si sta confermando quanto era stato ampiamente previsto nel corso dell’estate” è l’esordio. “Delle dieci squadre in lizza, una metà lotta per i quattro posti in semifinale, le altre per salvarsi”.
* La griglia play off sembra già fatta, resta da vedere chi resta fuori fra Rovigo e Mogliano…
- Non sarei così sicuro. A quattro giornate dalla fine e con un buon numero di scontri diretti qualcosa potrebbe ancora accadere. Il calendario potrebbe favorire il Mogliano di mio cugino Umberto Cesellato.
* Calvisano comunque non rischia.
- Dovremmo fare zero punti da qui alla fine. In effetti… Ma con i problemi di panchina corta che abbiamo, non sarà una passeggiata.
* Come giudica il livello medio del gioco espresso in questa seconda stagione dell’esperienza Celtica?
- Fino a Natale ho visto complessivamente buon rugby. Poi chi aveva rose ristrette ha dovuto ricorrere alle seconde scelte e tutto si è adeguato. Abbassandosi. Mettiamoci poi la scelleratezza della mancanza di date disponibili e le tre partite in otto giorni…
* In Eccellenza esiste anche un problema arbitrale?
- In merito ho una mia idea personale. Lasciamo stare, per una volta, gli arbitri. E concentriamoci sui loro collaboratori, i giudici di linea, che sono arbitri a tutti gli effetti. Io mi sto convincendo che fra loro e il direttore di gara che fischia non esiste alcuna forma di collaborazione. Non si conoscono e perciò non si parlano. A soffrirne sono alcune specifiche fasi di gioco, su tutte la mischia chiusa, che molto spesso è arbitrata “ a caso”. Io sono da sempre favorevole alle terne fisse. Sento dire che non si possono fare. Ma sinceramente non ho capito bene il perché
* Ma la collaborazione fra club e arbitri esiste o no?
- Sono passati tre mesi dall’ultima volta che ho richiesto la presenza di un arbitro a Calvisano per lavorare con i miei giocatori e aiutarli a comprendere le modalità di applicazione del regolamento. Tre volte mi è stato promesso l’arrivo di un arbitro. Tre volte l’incontro è stato annullato per sopraggiunti impedimenti. Poi ci sono le riunioni…dove si dicono cose che poi in campo non si fanno.
* L’Andrea Cavinato ex ct della Italia under 20 ha seguito il Sei Nazioni della nostra Nazionale juniores allenata da Craig Green?
- Tranne quella con la Francia le ho viste tutte. Mi ha impressionato molto negativamente il crollo fisico/atletico dei nostri ragazzi nell’ultimo quarto di gara. E alcune scelte tecniche davvero non le ho capite.
*Esempi?
- Uno per tutte: Apperly al posto di Della Rossa infortunato all’apertura e Farolini, che gioca numero 10 a Parma in Eccellenza, prima in panchina e poi fuori ruolo. Ma c’è dell’altro…
* Cosa?
- La generale sopravvalutazione di un gruppo che, alla vigilia, pareva destinato a puntare alle tre vittorie nel Torneo e che, a conti fatti, si trova a giocarsi tutto contro la Scozia, tanto per cambiare!
* Col Galles però, la mischia ha funzionato e abbiamo rischiato di vincere…
- Vero. Finalmente hanno capito che Ceccarelli è molto più forte di Brandolini e che una seconda linea con meno centimetri ma con più aggressività e capacità di spinta è scelta più intelligente e soluzione più efficace. Quanto alla quasi vittoria…tre anni fa a Cardiff contro il Galles perdemmo all’ultimo minuto per una meta in contrattacco. Me lo ricordo perché in panchina c’ero io e, fra l’altro, venni anche espulso. Stavolta abbiamo perso per una meta su intercetto. Mi verrebbe da dire che in tre anni non è cambiato un granché. Ma non voglio polemizzare.
* Chiudiamo sul campionato di Eccellenza: quale finale scudetto vorrebbe?
- Calvisano-Petrarca, senza alcun dubbio.
Giorgio Sbrocco, giornalista sportivo.