Four Nations – SBW giocherà con gli All Blacks le due partite contro l’Australia. By Giorgio Sbrocco

Tutto come previsto. Tempi di soluzione (un po’allungati, giusto per dare l’impressione che sotto sotto ci sia stata una dura trattativa) della controversia compresi. Sony Bill Williams è da ieri a disposizione del ct Steve Hansen che lo utilizzerà per la doppia sfida di Four Nations contro l’Australia in programma il 18 e il 25 agosto che, fra le altre cose, assegnerà anche la Bladisloe cup 2012. Il nulla osta all’operazione-prestito (generata dall’infortunio al centro titolare Conrad Smith) è arrivato quindi, come previsto, firmato dalla proprietà dei giapponesi Panasonic Wild Knights, la formazione di cui il talentuoso SBW (fresco di titolo del Super Rugby con Waikato) giocherà nelle prossime due stagioni nella lega nipponica, prima di tornare (a Sydney?) al Rugby XIII, suo vecchio, munifico e indimenticato amore. Il tutto in tempo per giocare il Mondiale 2015 in Inghilterra da All Blacks. Sempre che i tuttineri lo rivogliano con loro.Giorgio Sbrocco  

Four Nations – Non c’è SBW fra i convocati All Blacks anti Australia. Ma in campo ci sarà! By Giorgio Sbrocco

Non c’è Sonny Bill Williams nella lista dei convocati che  Steve Hansen , ct degli All Blacks campioni del mondo, ha diramato in vista del doppio match con l’Australia che aprirà il Four Nations ovale il prossimo 18 agosto. Tutto il mondo sa che il grande SBW, fresco campione del Super XV con i suoi Waikato Chiefs giocherà. Ma siccome, formalmente, è sotto contratto con i giapponesi dei Panasonic Wild Knights di Ota, la federazione neozelandese aspetta che anche la parte burocratica del “permesso speciale” che i nipponici (di sicuro) concederanno al 26enne centro nativo di Auckland per le due prime giornate del torneo, sia messo nero su bianco. Si mormora che in Giappone, molto pragmaticamnte, si aspettino di essere risarciti per l’assenza di SBW in coincidenza con i due match contro i Wallabies. E che il ritardo nell’inserire il nome del giocatore (ingaggio di 1 milione di sterline per 6 mesi) nell’elenco dei convocati dipenda dal fatto che il quantum non sia stato ancora definito. Fra i convocati figura un solo uncapped, si tratta del pilone 26ene dei Blues Charlie Faumuina.All Blacks Andrew Hore, Keven Mealamu, Wyatt Crockett, Charlie Faumuina, Ben Franks, Owen Franks, Tony Woodcock, Brodie Retallick, Luke Romano, Sam Whitelock, Sam Cane, Richie McCaw, Liam Messam, Kieran Read, Adam Thomson, Victor Vito, Aaron Smith, Piri Weepu, Dan Carter, Aaron Cruden, Tamati Ellison, Ma'a Nonu, Conrad Smith, Israel Dagg, Hosea Gear, Cory Jane, Ben Smith, Julian Savea.Giorgio Sbrocco

05
agosto


All Blacks – Per Sonny Bill comincia un biennio di fuoco. Tornerà per sempre al XIII? By Giorgio Sbrocco

Campione della federazione pugilistica della Nuova Zelanda i carica per la categoria pesi massimi e fresco trionfatore del Super Rugby con i suoi Waikato Chiefs, il 26enne Sonny Bill Williams (17 caps AB) si appresta a cominciare il suo prossimo complicatissimo  e super impegnativo biennio  che lo porterà, nell’ordine: a giocare un paio di partite del Four Nations con la maglia degli All Blacks, quindi a trasferirsi in Giappone, dove disputerà il campionato nazionale con la maglia dei Panasonic Wild Knights (si parla di un milione di sterline di ingaggio) che hanno la base operativa nella città di Ota, per poi tornare al suo primo amore del Rugby XIII con una squadra di cui non  ha però voluto rivelare il nome. Non giocherà il Super XV del 2013. E, forse, non ci sarà alla Coppa del Mondo del 2015 in Inghilterra. Quanto al “mistero” sulla sua prossima collocazione del Rugby XIII (Nrl) ha recentemente dichiarato: “Si tratta di un patto che ho siglato con una stretta di mano alcuni anni fa prima di tornare in Nuova Zelanda. Niente di scritto, nulla di firmato finora. Perciò no sono in grado di fornire alcun particolare”. Le voci sull’argomento si rincorrono, e parlano di una sua destinazione australiana presso i Sydney  Roosters. Non è escluso che dopo tanto girare, decisa di tornare al XV. “Ho scelto la mia strada e adesso devo percorrerla” ha recentemente dichiarato il  talentuoso centro nativo di Auckland.Giorgio Sbrocco

31
luglio


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All Blacks – Ma quale complotto! Steve Hansen, ridicolizza Graham Henry e la sua autobiografia. “Non fu colpa dell’arbitro quella sconfitta con la Francia!” By Giorgio Sbrocco

Tirare il sasso, sperare di colpire qualcuno o qualcosa, nascondere per un po’ la mano, poi farsi avanti, ammettere di aver esagerato, non chiedere apertamente scusa ma quasi. Copione scritto nella notte dei tempi e regolarmente replicato con poche sostanziali varianti sui palcoscenici di tutto il mondo quando si tratta di “farsi notare e far parlare di sé”. L’ha fatto l’ex ct degli All Blacks campioni del Mondo Graham Henry che in un passaggio del sua autobiografia ha raccontato della sconfitta contro la Francia ai Mondiali del 2007 usando toni e terminologia da complotto e da congiura. Come lui stesso sicuramente sperava, sono arrivate, piccate e taglienti, le repliche di alcuni fra i chiamati in causa. Ha cominciato Bernard Laporte, condottiero di quella magnifica Francia ovale che dalle colonne di Midol ha ovviamente rigettato qualsiasi accusa, sdegnosamente rifiutandosi di scendere ai livelli del neozelandese. Gli ha fatto eco Bob Francis, neozelandese pure lui, selezionatore degli arbitri all’epoca del fattaccio, responsabile della nomina di Wayne Barnes per la partita incriminata: “Avanzare l’ipotesi di un incontro truccato è una vergogna!” ha sentenziato. “Le parole di Graham Henry nuocciono alla sua credibilità e ala sua reputazione”. Ha rincarato Steve Hansen, attuale ct dei tuttineri: “Tutti siamo d’accordo sulla brutta prestazione dell’arbitro. Ma non penso che la ragione principale della nostra sconfitta sia da ricercare negli errori del direttore di gara. Abbiamo commesso errori che ci hanno fatto perdere quel match. Riflettendo sui quali abbiamo lavorato con grande impegno fino a vincere il Mondiale. Per me la questione è chiusa da tempo”. Cenere in una mano e libro delle frasi di circostanza nell’altra, Henry ha così replicato: ”Siamo stati zitti per quatto anni! Mi pareva fosse giunto il momento di raccontare cosa ci era passato cosa mi era passato per la testa in quel momento. Un possesso di palla del 70% e nemmeno un calcio a favore dal 20’ alla fine! Ho chiesto all’Irb se esisteva un sistema per rilevare i flussi delle scommesse sulle partite di quel Mondiale e se qualcosa di strano era accaduto. Ma nessuno ritenne di voler indagare. La cosa mi sorprese non poco”. E poi il finale buonista: “Non cerchiamo scuse. La nostra prima reazione fu di ammettere che la Francia aveva giocato una gran partita, che così forte nessuno di noi se l’aspettava e che noi non avevamo giocato come avremmo dovuto”. Tutto qua. In attesa, se ci sarà, dell’uscita del libro in Italia.Giorgio Sbrocco 

30
luglio


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All Blacks – Graham Henry in libreria con rivelazioni esplosive su NZ-FR del 2007. Ma è solo micro gossip da spiaggia. By Giorgio Sbrocco

Estate: tempo di gossip e di rivelazioni esplosive. Che spesso si rivelano banali cartucce bagnate. Anche nell’apparentemente rigoroso e misurato mondo del rugby di alto livello. È in uscita l’autobiografia di Graham Henry intitolata “L’ultima parola” nella quale, come rilancia oggi Rugbyrama, il tecnico neozelandese racconta (fra le altre cose) la sua verità sulla sconfitta della (sua) Nuova Zelanda a Cardiff (6 ottobre) contro la Francia alla Coppa del Mondo 2007. Il capo allenatore degli All Blacks campioni del mondo in carica, attualmente alle dipendenze della federazione argentina (Uar) con un contratto di consulenza per l’alto livello, torna sul luogo del delitto e rivisita alla sua maniera quell’infausta serata gallese. Di nuovo, in verità (e in attesa di leggere il libro), pare ci sia ben poco: la meta di Jauzion al 67’, segnata grazie a un passaggio in avanti di Michalak “che tutti videro, pubblico compreso, tranne l’arbitro Wayne Barnes e i suoi collaboratori”, la richiesta di Henry alla propria federazione “di procedere all’apertura di un’inchiesta ufficiale sull’accaduto” non soddisfatta, la decisione dell’Irb di non muoversi d’ufficio. Una paio di notazioni statistiche relative al numero di calci contro la Francia (2) fischiati nel corso della serata e il parere personale circa il  comportamento (scorretto) dei francesi in ruck. Tutto qui. Poco per poter sostenere l’ipotesi del complotto anti NZ o la tesi della partita decisa a tavolino (da chi?). Henry deve comunque promuovere (e vendere) il libro scritto a quattro mani con il suo biografo di fiducia Bob Howitt al quale fa dire che: “in qualsiasi altra disciplina sportiva una cosa del genere avrebbe comportato l’automatica apertura di un’inchiesta”. Parole che, almeno in noi italiani malati di calcio e intossicati da moviole serali, inducono un sorriso di compatimento. Identica reazione genera la dichiarazione dello stesso Henry a un’emittente radiofonica: “in 140 partite, 20 anni di panchina a livello professionale e 12 a livello internazionale, non ho mai visto nulla del genere”. L’indimenticato Carletto Mazzone avrebbe sentenziato: “Mettete l’occhiali!”. Giorgio Sbrocco

24
giugno


All Blacks a valanga sull’Irlanda. Alla fine: nove mete e 60 punti di scarto. By Giorgio Sbrocco

Fra i tanti modi di chiudere una Serie estiva gli All Blacks campioni del mondo (senza Carte ma con un Cruden in versione “sostituto di superlusso”) hanno scelto la migliore. L’Irlanda la peggiore fra le molte esistenti. Finisce 60-0 la “sfida” del Waikato stadium di Hamilton fra Tuttineri e verdi isolani e poco può (e deve) essere detto in sede di commento tecnico. A parlare, e a non ammettere repliche è, per una volta, il tabellino. Che nella sua cruda e fredda aderenza ai fatti dice di 28-0 (mete di Cane, 2 di Williams e Sonny Bill) per i neozelandesi a cavallo fra il primo e il secondo quarto di gara. Alla fine le marcature saranno nove. La fotografia fedele anche se impietosa della differenza fra le due squadre in campo. Il rugby, compreso quello di alto e altissimo livello, a volte è così. E la Serie viene archiviata con il previsto 3-0 per la formazione di coach Hansen. Giorgio Sbrocco Nuova Zelanda – Irlanda 60 - 0Marcatori: 6' m. Cane tr. Cruden, 11' m. Williams tr. Cruden, 18' m. Williams tr. Dagg, 22' m. Smith, 40' cp. Barrett, 43' m. Cane tr. Barrett, 49' m. Gear, 57' m. Messam, 62' m. Dagg tr. Barrett, 72' m. Thomson tr. BarrettArbitro: Romain Poite (Francia)

17
giugno


Christchurch – Irlanda lotta alla pari con gli All Blacks ma a tempo scaduto il drop di Carter decide la sfida. By Giorgio Sbocco

Un drop a tempo scaduto del divino Carter, con i suo in inferiorità numerica per il giallo a Dagg, ha deciso gara 2 della serie fra All Blacks e Irlanda e ha, nel peggiore e più crudele dei modi, infranto i sogni di gloria di Brian O’Driscoll e la sua banda di coraggiosi e valorosi guerrieri in maglia verde che già pregustavano il sapore inconfondibile del risultato storico in caso di pareggio in casa dei campioni del mondo. Era stata l’Irlanda (9’) a passare per prima in vantaggio con una meta del mediano di mischia Murray e al 18’ il piede di Sextono aveva scritto sul tabellone dell’ AMI Stadium, Christchurch, un 10-0 che profumava di impresa e di leggenda. Ma la reazione dei Tuttineri non si è fatta aspettare. Tre centri di Carter (il terzo al 33’) riducevano il vantaggio a una sola lunghezza, prima che Smith firmasse la meta del soprasso al 42’. Prima della fine: ancora due calci realizzati da Sexton e uno da Carter (61’) confezionano il provvisorio pareggio che il nell’ injury time concesso dall’ottimo Nigel Owens  si romper per merito del mediano di apertura con la felce d’argento sul petto. Ancora una volta immenso, ancora una volta decisivo. Giorgio Sbrocco NUOVA ZELANDA - IRLANDA 22-19Marcatori: 9' m. Murray tr. Sexton, 18' cp. Sexton, 22', 29, 33' cp. Carter, 42' Smith tr. Carter, 44' cp. Sexton, 61' cp. Carter, 63', 68'cp. Sexton, 80' dr. Carter Arbitro: Nigel Owens (Galles)Cartellino giallo: 72' Dagg

TEST DI NOVEMBRE: ITALIA CON GLI ALL BLACKS A ROMA, TONGA A TORINO E AUSTRALIA A BOLOGNA. By Giorgio Sbrocco

Confermata la voce che voleva il test match Italia-Nuova Zelanda del prossimo 17 novembre a Roma. La Fir ha fatto oggi sapere oggi che la partita si giocherà allo stadio Olimpico della capitale, gentilmente messo a disposizione dal Coni. Non un accenno ai motivi che hanno portato l’importante evento lontano da Milano e da San Siro. In attesa di conferme le altre due sedi, anche se pre ormai assodato che con Tonga si giocherà a Torino (10 novembre) e con l’Australia a Bologna (24). “Ringrazio il Coni – ha dichiarato il presidente Dondi -  per aver immediatamente accettato di mettere a disposizione l’impianto del Foro Italico e mi auguro che le due partite del Torneo disputate recentemente all’Olimpico possano rappresentare per noi un punto di partenza su cui costruire un nuovo, grande successo di pubblico. Sono certo che la sfida ai Campioni del Mondo, come già nel 2009, si tradurrà in un nuovo, grande manifesto del nostro sport da diffondere in tutto il Paese”. Giorgio Sbrocco, giornalista sportivo  

ITALIA-ALL BLACKS DI NOVEMBRE A ROMA!. IL GRANDE RUGBY VIA DA MILANO. PER VOLONTA’ DI NIKE E RCS? L’ANTICIPAZIONE DI RUGBY 1823. By Giorgio Sbrocco

Italia – All Blacks del 17 novembre si giocherà all’Olimpico di Roma e non a San Siro. Ne è certo Duccio Fumero che lancia la notizia dal suo (solitamente ben informato) Rugby 1823. Pare che il Comune di Milano (proprietario dello stadio Meazza) abbia già informato della non disponibilità dello stesso il presidente Fir Giancarlo Dondi. “ A mettere il bastone tra le ruote  - si legge nel sito del blogger milanese - a questo importantissimo evento per Milano sono stati Massimo Moratti e l'Inter. Ufficialmente i problemi riguardavano la rizollatura dello stadio e la concomitanza con la Champions League. Problemi futili, perché la rizollatura a novembre è prevista - e con il nuovo manto in parte in sintetico pure inutile - e perché l'Inter in Europa l'anno prossimo non ci sarà”. Previsione tecnica a parte, i veri motivi dovrebbero invece essere ricercati sul fronte economico/finanziario. Sostiene Duccio Fumero: “ A dire niet all'utilizzo di San Siro da parte del rugby, infatti, sono stati due nomi importanti: Nike e Rcs Sport”. Gli All Blacks “ sono effettivamente marchiati Adidas, l'Italia da luglio sarà marchiata Adidas. Il Milan, che ha dato il suo ok e che avrebbe voluto combinare qualche evento a Milanello con i tuttineri è marchiato Adidas”.  Quanto a Rcs Sport, partner per la gestione dei diritti di sponsorizzazione del club nerazzurro,   Fumero spiega: “Nel 2009 Rcs organizzò il match tra l'Italia e la Nuova Zelanda a San Siro. Dopo quell'esperienza, sull'onda dell'entusiasmo, la Fir decise che si poteva fare tutto da soli, che era inutile dividere gli utili con Rcs, e ruppe i rapporti. Il risultato? Il flop del 2010 a Verona (Argentina) e non solo. Insomma, la parte organizzativa del gruppo cui fa parte la Gazzetta dello Sport (ora capite perché la Rosea negli ultimi 2 anni ha dato zero spazio al rugby!) se l'è legata al dito e, a tre anni di distanza, non ha intenzione di "regalare" San Siro alla Fir”. Pare inoltre che l’a.d del Milano Adriano Galliani, dopo aver garantito per settimane l'appoggio al progetto, abbia ritirato la sua firma. "Troppo complessa", questa l'incredibile giustificazione. Nulla, al momento, è filtrato dagli uffici romani della Fir sull’argomento Giorgio Sbrocco, giornalista sportivo      

17
marzo


Stormers Give Auckland The Blues. By Mark Ella

When All Blacks Ma'a Nonu and Piri Weepu moved from the Hurricanes to the Auckland this season everyone had high hopes that the Blues would be serious contenders for this years Super Rugby crown. But surprisingly their only victory after four Rounds of the competition has been against the Bulls two weeks ago when they won convincingly at Loftus Versfeld 29-23 but otherwise the start to their season is seriously misfiring. Last weekend at Newlands Stadium in Cape Town it was always going to be a struggle against the Stormers but there was hope that if they could string two tough wins together their season would some how all come together. The Blues again let themselves down by making far too many mistakes and even though they had an even share of possession and territory in the first half, they trailed the Stormers 17-3 at half time. New Zealand teams are noted for their patience but they lost the football at the point of contact far too often and the Stormers took advantage of every mistake they made. After allowing Stormers fullback Joe Pietersen to kick two easy penalties the South Africans first try came after fourteen minutes when Springbok winger Bryan Habana followed up a kick before pouncing on a loose ball to stretch his arm across the try line. Thirteen minutes later the Blues finally a put points on the scoreboard when fullback Lachie Munroe kicked a penalty but they never really got close to the Stormers who controlled most of the match. The Stormers had the run of play and their five Springbok three-quarters Juan de Jongh, Gio Aplon, Jean De Villiers, Peter Grant and Habana kept the pressure on the Blues whose handling errors made life easier for the Stormers. The Blues also didn't do themselves any favors when they conceded seven penalties in the first half due to the pressure by the Stormers allowing Pietersen to kick four penalties and keep them in front for the entire game. The second half was important for the Stormers because they have a reputation of failing to play for eighty minutes so getting onto the scoreboard first in the second half was critical  to remain in control of the match. Captain Jean De Villiers answered the call when he crossed the line after 51 minutes in a great individual effort after some great lead up by the Stormers forwards who were dominating the contest up front to extend their lead 24-3. But to their credit the Blues didn't give up and whilst they were never going to claw back the big difference they managed to score two converted tries to centre Benson Stanley and prop Charlie Faumuima in the 57th and 64th minute to give the Stormers a few nerves when their lead was cut back to 24-17. Thankfully the Stormers held their composure when Pietersen put the game beyond doubt when his kicked his fifth penalty in the 71th minutes from a scrum infringement against the Blues to seal their third victory from three attempts. The Stormers have had a great start to their season and they will look to continue their unbeaten success when they play against the Lions this Saturday if they make the most of their opportunities and play as a team rather than a group of individuals. The Blues on the other hand need to shake their blues away and improve on their 3-1 losing ratio to date and based on their performances this year they may struggle to get the better of the Hurricanes when they meet in Auckland on Friday evening. With Weepu and Nonu playing below their expectations for the Blues, the match against their former team will indicate where their minds are at right now. Hopefully for the Blues the match on Friday may trigger the best from the All Black stars who owe it to themselves and their team-mates to get this season underway and finally something to smile about rather than feeling the blues. Mark Ella                

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