Four Nations – Nel Best XV di Planetrugby nessuno australiano e l'intera prima linea Pumas. By Giorgio Sbrocco

Sono la Nuova Zelanda e l'Argentina a monopolizzare (quasi) il secondo best XV del Four Nations 2012 di Planet Rugby all'indomani del pareggio di Mendoza fra Puma e Sprigboks e della vittoria vittoria (a zero!) della NZ sull'Australia che ha fruttato anche la decima Bledisloe cup consecutiva a McCaw e compagni. Spicca, assenza di giocatori australian ia parte, la “promozione” in blocco dell'intera prima linea argentina (4 Pumas nel blocco dei primi 5) , con un meritatissima nota di merito al 30enne tallonatore  Eusebio Guiñazú nativo proprio di Mendoza, autore di una partita semplcemente perfetta nonostante una paio di lanci sbagliati. In attesa dei vostri Best XV alternativi. Four Nations Best XV seconda giornata15 Israel Dagg (Nuova Zelanda)14 Gonzalo Camacho (Argentina)13 Ben Smith (Nuova Zelanda)12 Sonny Bill Williams (Nuova Zelanda)11 Cory Jane (Nuova Zelanda)10 Dan Carter (Nuova Zelanda)9 Aaron Smith (Nuova Zelanda)8 Kieran Read (Nuova Zelanda)7 Juan Martín Fernández Lobbe (Argentina)6 Julio Farías Cabello (Argentina)5 Patricio Albacete (Argentina)4 Eben Etzebeth (Sud Africa)3 Juan Figallo (Argentina)2 Eusebio Guiñazú (Argentina)1 Rodrigo Roncero (Argentina)Giorgio Sbrocco 

27
agosto


All Blacks win their 10th Bledisloe Cup against Australia - By Mark Ella

In Australian rugby there is nothing more important outside of winning the RWC than the Bledisloe Cup and the Wallabies must have been shattered to have been held scoreless for the first time in 50 years against a great All Blacks side. New Zealand was in complete control in Auckland on the weekend as they easily won 22-0 against a Wallabies outfit devoid of any attacking ideas.The current All Blacks team is in my opinion much stronger that the team who won last year’s RWC because they have again lifted the bar against teams like the Wallabies who are currently ranked No.2, ridiculously miles behind the Kiwi’s.To the Wallabies credit they defended well against the All Blacks who went on the attack from the kick-off and managed somehow to keep in the game for the first 20 minutes at least.But under such sustained pressure the penalties were always going to come and with All Blacks five eighth Daniel Carter kicking three first half penalties to give the All Blacks a 9-0 lead going into the half time break.The first ten minutes into the second half sealed the match for the All Blacks as they come out of the dressing room like an expressed train with Carter adding another three points to his tally and a superb try to fullback Israel Dagg which of course was converted by Carter to give the All Blacks a commanding lead of 19-0.Minutes later Carter kicked another penalty goal and at 22-0 the All Blacks had won their 10th Bledisloe Cup series after fifty minutes and toyed with the Wallabies for the last 30 minutes of the game.The All Blacks had plenty of chances to increase their lead but they were over eager to punish the Aussies that they squandered many great try scoring opportunities.Players like Israel Dagg, No.9 Aaron Dagg, Sonny Bill Williams, Ma’u Nonu made metres every time they touched the football with the Wallabies continually on the back foot trying to stop the impending avalanche that was coming their way.For the Wallabies it was the same old excuses kicking away vital possession far too often and not having the belief in each other to work harder on the field as a unit team.Much was said of Quade Cooper two weeks before when he was left out of the Wallabies squad in Sydney but he was hardly recognisable in Auckland and had little, if no impact on the game itself.Replacement full back Kurtley Beale who a year ago was rated the one of the game’s best No.15’s, had sixty minutes on the field and like Cooper he went through the motions without contributing too much to the Wallabies attack.The Wallabies backline directed by No.12 Berrick Barnes kicked away far too much possession making it easy for the All Blacks to dominate the match and ultimately win the game.The pressure in now on coach Robbie Deans to lift the Wallabies performance with his remaining four Rugby Championship games against South Africa and Argentina otherwise he may have to consider moving back to New Zealand.The Wallabies fans are baying for blood and anything but a convincing win against the Springboks in Perth next weekend will save his hide.Over the last two years the Wallabies have had the edge over the Springboks winning their last four matches but nothing is certain in this competition. During his tenure with the Wallabies Deans has coached teams that have lost to Scotland twice, Samoa and last weekend coaching the first Australian team in fifty years not to have scored a point against New Zealand in a Test match.He has lost 14 out of 17 matches against New Zealand who are Australia’s biggest competitor which is simply not good enough and I am afraid that the writing is on the wall for Wallabies coach Robbie Deans.Mark Ella

25
agosto


Fuor Nations – La Nuova Zelanda vince la sfida con l’Australia e si tiene la Bledisloe cup. By Giorgio Sbrocco

Nuova Zelanda – Australia  22- 0 (pt 9-0)Marcatori: 27’, 29’, 39’, 42’cp Carter, 45’ m. Dagg tr. Carter, 50’cp CarterLa Bledisloe cup resta in Nuova Zelanda, dove dimora stabilmente dal 2003 e da dove, oggettivamente, non si vede come possa traslocare. Almeno fino al giorno in cui in Australia i selezionatori Wallabies non “scoveranno” cinque uomini da mettere “là davanti” per fare la guerra e non perderla al cospetto dei maestri con la felce sul petto. Ordinaria amministrazione nella seconda uscita del Championship australe all’Eden Park per gli uomini del “pescatore” Hansen. Match di addio (addio?) di Sonny Bill Williams. In attesa che cambi idea. Migliori in campo: Higginbotham e Hooper per l’Australia; Messam e Read fra gli AB. Con McCaw fuiori classifica. Tutte terze linee. In Australia diranno che è giunto il momento di cacciare Robbie Deans. Che simpatico non è mai stato (a nessuno) e che in più è straniero. Ma a maglie dei primi cinque invertite, oggi, i Wallabies avrebbero vinto alla grande. Qualcuno può sostenere il contrario? Gli All Blacks nel primo quarto sprecano la bellezza di due mete già fatte: la prima con Dagg (9’), l’altra con Messam (19’, miracolo di Hooper sulla linea). Carter partecipa al banchetto (dei punti mangiati) sbananando al 6’ da posizione (per i grandi) agevole. I primi tre punti li segna comunque lui, al 27’ e firma il primo vantaggio della serata. Al 29’ l’Australia perde Genia che da terra (disperato dall’incalzare dell’avanzamento nero) smanaccia sull’offload di Carter e si merita il giallo immediato da Owen. La “vaccata” cosa altri tre punti ai suoi dalla piazzola In campo pare esserci una sola squadra, quella di casa, che però non concretizza e spreca (9 errori esecutivi nel primo tempo). Dentro Beale al 35’. Al 38’ la NZ ruba  l’introduzione appena fuori dai 22 e la meta sembra cosa (quasi) fatta. Ma gli australiani difendono e “si salvano” con un fuori gioco di linea che concede al piede di Carter (3/4) il 9-0 sul tabellone  al riposo e il 6-0 parziale senza Genia. L’impressione è che nella ripresa l’Australia dovrà alzare bandiera bianca. Il secondo tempo si apre su un errore di Moore che “dimentica” la regola dei 10 metri in gioco aperto e regala a Carter (da 50 metri!) i punti del 12-0. La meta arriva poco dopo: Beale (di spalla!) serve su un piatto d’argento il contrattacco AB che vede la partecipazione di quasi tutti i 15 in campo. Finalizza l’estremo Dagg vicino ai pali ma il merito è davvero di tutti! Wallabies  in difficoltà: Barnes calcia fuori il calci di invio dopo la meta trasformata: gravissimo! In campo c’è una sola squadra, e persino uno navigato come Sharpe perde colpi e concede a Carter (fuori gioco)  il 22-0 al 50’. Al 53’ Genia non piazza da davanti ai pali ma Barnes si trova davanti un incredibile Read che lo ferma e lo induce all’errore. Lo stesso Read, al termine di un possesso infinito (62’ ) manca di un niente la meta personale per una questione di centimetri. Al 70’ quattro AB, fra i quali McCaw, “riescono” a non schiacciare dopo essere arrivati (per merito di tutti) sopra la linea bianca. Negli ultimi scampoli di partita Cruden (Chiefs) entra e va all’apertura,  Carter si sposta centro. Gli equilibri però non cambiano, le mete non arrivano (perché persino Carter se ne divora una al 79’) e la tanto attesa sfida si chiude nell’assoluto rispetto delle previsioni e con il record di errori esecutivi dei “mostri” in maglia nera. Che però chiudono con 25 offloads. Tutti riusciti…Giorgio Sbrocco

Four Nations – Australia: Deans mette Quade Cooper all'apertura con a fianco Barnes. Duello McCaw-Hooper in terza. By Giorgio Sbrocco

In vista della sfida di Auckland con gli All Balcks coach Robbie Deans opera un buon numero di cambiamenti nel XV da opporre ai campioni del mondo del suo ex amico (?) Hansen. Il più rilevante da un punto di vista tecnico è l'impiego di Quade Cooper nel ruolo di mediano di apertura accanto a Genia, per l'occasione capitano. La scelta è di evidente natura tecnica. E unita allo spostamento a primo centro di Barnes (che conserverà il ruolo di calciatore designato) prefigura un piano di gioco strutturato secondo il modello della doppia apertura. Estremo partirà Ashley Cooper. In mischia sono due le facce nuove rispetto a sette giorni fa, entrambe per infortunio: in prima linea Ben Alexander subentra all'infortunato  Sekope Kepu, sul lato dell'introduzione, mentre al posto del capitano Pocock giocherà  Michael Hooper, che avrà il compito davvero proibitivo di fare meglio del suo ex capitano nello scontro diretto con il “mostruoso” McCaw.  La partita, comunque, si deciderà ancora una volta nella battaglia fra i contrapposti blocchi dei primi cinque uomini. Questa la formazione dei Wallabies15. Adam Ashley-Cooper   (NSW Waratahs)14. Drew Mitchell                  (NSW Waratahs)13. Rob Horne                         (NSW Waratahs)12. Berrick Barnes                  (NSW Waratahs)11. Digby Ioane                      (Queensland Reds)10. Quade Cooper                (Queensland Reds)9. Will Genia                            (Queensland Reds, capitano)8. Scott Higginbotham         (Queensland Reds)7. Michael Hooper                (Brumbies)6. Dave Dennis                       (NSW Waratahs)5. Nathan Sharpe                  (Western Force)4. Sitaleki Timani                    (NSW Waratahs)3. Ben Alexander                    (Brumbies)2. Stephen Moore                 (Brumbies)1. Benn Robinson                   (NSW Waratahs)Giorgio Sbrocco 

Four Nations – Un cambio in prima linea per gli AB contro l’Australia. By Giorgio Sbrocco

Nessuna sorpresa dell’ultimo minuto nella formazione degli All Blacks annunciata dal ct Hansen che sabato affronterà a Aukland l’Australia (in gioco anche una fetta importante di Bledisloe cup) nella seconda giornata del Championship 2012 . Indisponibile  Tony Woodcock in prima linea, al suo posto giocherà Wyatt Crockett, 29enne polone sinistro dei Crusaders, al sue cap numero 7 con la maglia nera della Nazionale Campione del mondo in carica. Quanti pensavano, sbagliando, che all’apertura ci sarebbe stato posto per Aaron Cruden, dovranno “rassegnarsi” a un’altra partita di Dan Carter in cabina di regia. Questa la formazione annunciata:Nuova Zelanda: 15 Israel Dagg, 14 Cory Jane, 13 Ma’a Nonu, 12 Sonny Bill Williams, 11 Hosea Gear, 10 Daniel Carter, 9 Aaron Smith, 8 Kieran Read, 7 Richie McCaw (capt), 6 Liam Messam, 5 Samuel Whitelock, 4 Luke Romano, 3 Owen Franks, 2 Keven Mealamu, 1 Wyatt Crockett. In panchina: 16 Andrew Hore, 17 Ben Franks, 18 Brodie Retallick, 19 Victor Vito, 20 Piri Weepu, 21 Aaron Cruden, 22 Ben Smith.Giorgio Sbrocco  

22
agosto


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All Blacks - Jonah Lomu in pericolo di vita. Probabile un secondo trapianto. By Giorgio Sbrocco

Dialisi tre volte alla settimana e un’esistenza che pare non voglia saperne di ridiventare normale. Pare giunta a un altro importante momento di svolta la vita di Jonah Lomu, la stella del rugby neozelandese e mondiale ancora alle prese con problemi renali. “Sto molto meglio – ha dichiarato Lomu a Le Figaro, reduce da una serie di ricoveri ospedalieri. “Sto cercando di riprende il corso della mia vita, consapevole che forse dovrò ricorrere a un secondo trapianto”. Lomu ha dovuto ricorrere alle cure dei medici dopo una crisi che lo colse durante i recenti Campionati del Mondo in Nuova Zelanda. “Mi sentivo molto debole – ha raccontato al giornale francese – e all’ospedale i medici non si sono accorti che il mio rene aveva smesso di funzionare. Oggi (il mio rene, ndr) è come se fosse addormentato e le cure cu imi sto sottoponendo hanno come obiettivo quello di risvegliarlo. Se al termine di questo ciclo di trattamenti continuerà a non funzionare – ha concluso l’uomo che è considerato l’inventore del rugby del XX secolo– avrò bisogno di un rene nuovo per continuare a vivere”.Giorgio Sbrocco

19
agosto


Four Nations – Panchine contro: Hansen e Deans promettono battaglia e meno errori sabato all’Eden Park. By Giorgio Sbrocco

L’esigentissima stampa neozelandese non ha risparmiato critiche agli All Blacks all’indomani del successo (27-19) sull’Australia a Sydney nel turno di apertura del nuovo Championship australe. “Scrappy” (non lineare, frammentaria) il termine ricorrente, usato dai colleghi degli antipodi, per definire la prestazione degli uomini di coach Hansen, ai quali la critica addossa le responsabilità di una partita contrassegnata da troppa indisciplina (28 calci di punizione!) e da un numero di errori esecutivi non accettabile quando a scendere in campo sono le due Nazionali più forti del pianeta. Coach  Hansen ha sostanzialmente confermato le impressioni della critica, ma ha addossato parte della colpa al poco tempo che entrambe le squadre hanno avuto per prepararsi, dopo la fine della stagione di Super XV. “Ammetto che non è stata la partita perfetta” ha detto il tecnico dei campioni del mondo in carica. “Ma giocando ad alti ritmi e con quella intensità, gli errori sono conseguenze naturali”. Per finire un augurio che profuma di voglia di riscatto: “Sono certo che con una settimana di preparazione in più sulle spalle, molti aspetti del nostro gioco miglioreranno a Auckland sabato” ha dichiarato Hansen. Decisiva sarà, secondo il ct dei Wallabies Robbie Deans, la velocità: “Abbiamo subito due mete al largo per evidente carenza di copertura. Errori che non possono essere giustificati e che non dobbiamo ripetere”. In chiusura, spruzzatina di veleno di Hansen nei confronti di stampa e avversari: “Penso che agli australiani peserà il fatto di giocare in uno stadio dove hanno perso le ultime 13 partite che hanno disputato. Per tutta la settimana ci tocca di leggere sui giornali che loro faranno questo e che loro faranno quello. Sono sicuro che, dopo averci incontrati, saranno molto dispiaciuti nel dover constatare di non aver fatto bene…né questo né quello!”Giorgio Sbrocco

17
agosto


Four Nations – Il neozelandese Deans vuole riportare in Australia la Bledisloe cup. “Hansen? Ottimo pescatore!”. By Giorgio Sbrocco

C’è anche la voglia di strappare dalle mani degli All Blacks la Bledisloe cup che detengono ininterrottamente dal 2003 fra le ragione che, agli occhi del ct dell’Australia Robbie Deans (il primo neozelandese della storia chiamato a dirigere la Nazionale Down Under), rendono “speciale” la sfida di domani a Sydney fra Wallabies e Nuova Zelanda. “Sarebbe ora di riprendersela. Loro ce l’hanno da così tanto tempo…” ha dichiarato ieri Dean alla stampa. “Penso che ce la faremo” ha continuato. “I ragazzi hanno lavorato bene, sanno che gli AB non ci andranno morbidi. È il loro modo di onorare l’impegno. Ma nonostante tutto non vediamo l’ora che la partita cominci!”. Il precedente più recente fra le due squadre risale alla semifinale di Coppa del Mondo  nel 2011. Allora la Nuova Zelanda si impose 20-6. A rendere la vigilia ancor più elettrica, il tentativo di alcuni giornalisti di alimentare la rivalità personale fra Deans (fino al 2003 nello staff degli AB) e l’attuale ct dei tuttineri Hansen. “Steve (Hansen, ndr) è un ottimo pescatore. Ama molto pescare” è stata l’unica dichiarazione sul suo avversario di domani. “In questa nuova versione del torneo – ha poi spiegato l’ex All Black primatista di vittorie in Super Rugby da allenatore  – partire bene sarà fondamentale. Chi ci riuscirà otterrà un sicuro vantaggio nel prosieguo della competizione”. Scontate le dichiarazioni del capitano AB Richie McCaw: “La verità è che ci scontreremo con una squadra che ha molti ottimi giocatori e che come complesso presenta una media di qualità molto elevata. Sappiamo che ci aspetta una partita moto difficile. Una sfida da onorare e da vincere dando il meglio”Giorgio Sbrocco

16
agosto


Four Nations – Negli AB anti Wallabies: Carter apertura, SBW centro, Romano in seconda e una super prima linea. By Giorgio Sbrocco

Ci sarà Carter all’apertura (con Smith numero 9) negli All Blacks che sabato (12.05 italiane diretta su Sky sport) sfideranno l’Australia a Sydney nella prima giornata del Four Nations-Championship 2012. In panchina Aaron Cruden che qualcuno comincia a vedere come alternativa (anche non emergenziale) del grande Dan tuttonero. Coppia di centri da mille e una notte quella allestita dal ct Hansen, con Ma’a Nonu a sfondare porte e Sonny Bill Williams a raccogliere i frutti di tanta demolizione. In mischia: terza linea di sicuro affidamento, con capitan McCaw sul lato aperto, Read al centro e Messam sulla chiusa. In secondo spazi oa Romano accanto a Whitelock e, davanti, Mealamu al tallonaggio fra Franks e Woodcock per una prima linea che si candida a dominatrice (incontrastata?) degli assetti. Questa la formazione della Nuova ZelandaNuova Zelanda : Israel Dagg,   Cory Jane, Ma'a Nonu, Sonny Bill Williams, Hosea Gear, Daniel Carter, Aaron Smith, Kieran Read, Richie McCaw (cap.), Liam Messam, Samuel Whitelock, Luke Romano,  Owen Franks, Keven Mealamu,  Tony Woodcock.In panchina:  Andrew Hore, Ben Franks,  Brodie Retallick, Victor Vito, Piri Weepu, Aaron Cruden, Ben Smith. Giorgio Sbrocco

Four Nations – I numeri di 16 anni di Tri Nations dicono: Nuova Zelanda. Da sabato si riparte in quattro. By Giorgio Sbrocco

Si apre sabato con Sud Africa – Argentina  a Newlands (Cape Town) e Australia – Nuova Zelanda a Sydney, la prima edizione del rinnovato Tri Nations, il torneo australe che con l’allargamento all’Argentina è diventato Championship.  È bene specificare che la dizione Four Nations, che capiterà di trovare su organi di stampa e siti on line (anche in questo!), è solo una semplificazione giornalistica. Tale denominazione, infatti,  non è stata assunta dal borad della competizione in quanto già esistente nel mondo del Rugby XIII dove, dal 2010, si disputa un torneo con quel nome cui partecipano Australia, Inghilterra, Francia e Nuova Zelanda. Di seguito alcuni dati che riassumono le prestazioni delle tre storiche Nazionali partecipanti al torneo istituito nel 1996   AUS L’Australia è detentrice del titolo che ha conquistato  vincendo l’ultima edizione del Tri Nations (2011) prima dello storico allargamento all’Argentina. I Wallabies hanno chiuso le loro 16 stagioni del vecchio format  con un bilancio di 29 vittorie, 42 sconfitte e un pareggio. Oltre a quella del 2011 hanno vinto le edizioni 2000 e 2001. I confronti con la NZ assegnano annualmente la Bledisloe Cup. Quanto alle sfide con gli Springboks che mettono in palio il trofeo intitolato a Nelson Mandela, l’Australia si è aggiudicata 6 delle 9 edizioni. Un solo Cucchiaio di legno, quello dello sfortunato 2003. Miglior marcatore: Matt Burk con 271 punti (7 m., 19 tr., 65 cp, 1 dr. NZ Fatta eccezione per il 1998 (l’anno in cui gli Springbocks tornarono a vincere in Nuova Zelada dopo 17 anni), gli All Blacks hanno di fatto dominato la competizione dall’anno della sua prima edizione vincendola per 10 volte. Lo dicono i numeri: 50 vittorie e 22 sconfitte il bilancio complessivo, con una differenza fra punti segnati e subiti di + 523, mentre l’Australia denuncia – 192 e il Sud Africa -349. LA NZ ha vinto edizioni di tutti i format, da quello del 2003 (6 test) a quello dl 2009 (9 test). Ha lasciato all’Australia (dal 1932) solo 8 Bledisloe Cup e detiene la Freedom Cup. Dan Carter (giocatore ancora in attività) è il giocatore più prolifico: 461 i punti realizzati, frutto di 6 mete, 61 trasformazioni, 100 cp e 3 drops. SA Il bilancio del Sud Africa nelle 16 edizioni dl Tri Nations parla di 28 vittorie, 43 sconfitte e di un solo pareggio. Tre le edizioni del torneo vinte: 1998, 2004, 2009. Gli Springboks detengono il record mondiale di punti inflitti in una sola partita a Nuova Zelanda (46) e Australia (61) ma sul loro recente passato pesa come un macigno la sconfitta (52-16) nell’edizione 2003 (quella del Cucchiaio di legno, la peggior fra quelle disputate) a Pretoria il giorno dopo il compleanno di Nelson Mandela. I confronti AB-SA mettono in palio la Freedom Cup, mentre quelli AUS-SA assegnano il Nelson Mandela Challenge plate. Il miglior marcatore è Percy Montgomery con 210 punti (4 m., 26 tr., 43 cp, 3 dr). Giorgio Sbrocco  

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