19
agosto


Four Nations – Panchine contro: Hansen e Deans promettono battaglia e meno errori sabato all’Eden Park. By Giorgio Sbrocco

L’esigentissima stampa neozelandese non ha risparmiato critiche agli All Blacks all’indomani del successo (27-19) sull’Australia a Sydney nel turno di apertura del nuovo Championship australe. “Scrappy” (non lineare, frammentaria) il termine ricorrente, usato dai colleghi degli antipodi, per definire la prestazione degli uomini di coach Hansen, ai quali la critica addossa le responsabilità di una partita contrassegnata da troppa indisciplina (28 calci di punizione!) e da un numero di errori esecutivi non accettabile quando a scendere in campo sono le due Nazionali più forti del pianeta. Coach  Hansen ha sostanzialmente confermato le impressioni della critica, ma ha addossato parte della colpa al poco tempo che entrambe le squadre hanno avuto per prepararsi, dopo la fine della stagione di Super XV. “Ammetto che non è stata la partita perfetta” ha detto il tecnico dei campioni del mondo in carica. “Ma giocando ad alti ritmi e con quella intensità, gli errori sono conseguenze naturali”. Per finire un augurio che profuma di voglia di riscatto: “Sono certo che con una settimana di preparazione in più sulle spalle, molti aspetti del nostro gioco miglioreranno a Auckland sabato” ha dichiarato Hansen. Decisiva sarà, secondo il ct dei Wallabies Robbie Deans, la velocità: “Abbiamo subito due mete al largo per evidente carenza di copertura. Errori che non possono essere giustificati e che non dobbiamo ripetere”. In chiusura, spruzzatina di veleno di Hansen nei confronti di stampa e avversari: “Penso che agli australiani peserà il fatto di giocare in uno stadio dove hanno perso le ultime 13 partite che hanno disputato. Per tutta la settimana ci tocca di leggere sui giornali che loro faranno questo e che loro faranno quello. Sono sicuro che, dopo averci incontrati, saranno molto dispiaciuti nel dover constatare di non aver fatto bene…né questo né quello!”Giorgio Sbrocco

17
agosto


Four Nations – Il neozelandese Deans vuole riportare in Australia la Bledisloe cup. “Hansen? Ottimo pescatore!”. By Giorgio Sbrocco

C’è anche la voglia di strappare dalle mani degli All Blacks la Bledisloe cup che detengono ininterrottamente dal 2003 fra le ragione che, agli occhi del ct dell’Australia Robbie Deans (il primo neozelandese della storia chiamato a dirigere la Nazionale Down Under), rendono “speciale” la sfida di domani a Sydney fra Wallabies e Nuova Zelanda. “Sarebbe ora di riprendersela. Loro ce l’hanno da così tanto tempo…” ha dichiarato ieri Dean alla stampa. “Penso che ce la faremo” ha continuato. “I ragazzi hanno lavorato bene, sanno che gli AB non ci andranno morbidi. È il loro modo di onorare l’impegno. Ma nonostante tutto non vediamo l’ora che la partita cominci!”. Il precedente più recente fra le due squadre risale alla semifinale di Coppa del Mondo  nel 2011. Allora la Nuova Zelanda si impose 20-6. A rendere la vigilia ancor più elettrica, il tentativo di alcuni giornalisti di alimentare la rivalità personale fra Deans (fino al 2003 nello staff degli AB) e l’attuale ct dei tuttineri Hansen. “Steve (Hansen, ndr) è un ottimo pescatore. Ama molto pescare” è stata l’unica dichiarazione sul suo avversario di domani. “In questa nuova versione del torneo – ha poi spiegato l’ex All Black primatista di vittorie in Super Rugby da allenatore  – partire bene sarà fondamentale. Chi ci riuscirà otterrà un sicuro vantaggio nel prosieguo della competizione”. Scontate le dichiarazioni del capitano AB Richie McCaw: “La verità è che ci scontreremo con una squadra che ha molti ottimi giocatori e che come complesso presenta una media di qualità molto elevata. Sappiamo che ci aspetta una partita moto difficile. Una sfida da onorare e da vincere dando il meglio”Giorgio Sbrocco

16
agosto


Four Nations – Negli AB anti Wallabies: Carter apertura, SBW centro, Romano in seconda e una super prima linea. By Giorgio Sbrocco

Ci sarà Carter all’apertura (con Smith numero 9) negli All Blacks che sabato (12.05 italiane diretta su Sky sport) sfideranno l’Australia a Sydney nella prima giornata del Four Nations-Championship 2012. In panchina Aaron Cruden che qualcuno comincia a vedere come alternativa (anche non emergenziale) del grande Dan tuttonero. Coppia di centri da mille e una notte quella allestita dal ct Hansen, con Ma’a Nonu a sfondare porte e Sonny Bill Williams a raccogliere i frutti di tanta demolizione. In mischia: terza linea di sicuro affidamento, con capitan McCaw sul lato aperto, Read al centro e Messam sulla chiusa. In secondo spazi oa Romano accanto a Whitelock e, davanti, Mealamu al tallonaggio fra Franks e Woodcock per una prima linea che si candida a dominatrice (incontrastata?) degli assetti. Questa la formazione della Nuova ZelandaNuova Zelanda : Israel Dagg,   Cory Jane, Ma'a Nonu, Sonny Bill Williams, Hosea Gear, Daniel Carter, Aaron Smith, Kieran Read, Richie McCaw (cap.), Liam Messam, Samuel Whitelock, Luke Romano,  Owen Franks, Keven Mealamu,  Tony Woodcock.In panchina:  Andrew Hore, Ben Franks,  Brodie Retallick, Victor Vito, Piri Weepu, Aaron Cruden, Ben Smith. Giorgio Sbrocco

Four Nations – I numeri di 16 anni di Tri Nations dicono: Nuova Zelanda. Da sabato si riparte in quattro. By Giorgio Sbrocco

Si apre sabato con Sud Africa – Argentina  a Newlands (Cape Town) e Australia – Nuova Zelanda a Sydney, la prima edizione del rinnovato Tri Nations, il torneo australe che con l’allargamento all’Argentina è diventato Championship.  È bene specificare che la dizione Four Nations, che capiterà di trovare su organi di stampa e siti on line (anche in questo!), è solo una semplificazione giornalistica. Tale denominazione, infatti,  non è stata assunta dal borad della competizione in quanto già esistente nel mondo del Rugby XIII dove, dal 2010, si disputa un torneo con quel nome cui partecipano Australia, Inghilterra, Francia e Nuova Zelanda. Di seguito alcuni dati che riassumono le prestazioni delle tre storiche Nazionali partecipanti al torneo istituito nel 1996   AUS L’Australia è detentrice del titolo che ha conquistato  vincendo l’ultima edizione del Tri Nations (2011) prima dello storico allargamento all’Argentina. I Wallabies hanno chiuso le loro 16 stagioni del vecchio format  con un bilancio di 29 vittorie, 42 sconfitte e un pareggio. Oltre a quella del 2011 hanno vinto le edizioni 2000 e 2001. I confronti con la NZ assegnano annualmente la Bledisloe Cup. Quanto alle sfide con gli Springboks che mettono in palio il trofeo intitolato a Nelson Mandela, l’Australia si è aggiudicata 6 delle 9 edizioni. Un solo Cucchiaio di legno, quello dello sfortunato 2003. Miglior marcatore: Matt Burk con 271 punti (7 m., 19 tr., 65 cp, 1 dr. NZ Fatta eccezione per il 1998 (l’anno in cui gli Springbocks tornarono a vincere in Nuova Zelada dopo 17 anni), gli All Blacks hanno di fatto dominato la competizione dall’anno della sua prima edizione vincendola per 10 volte. Lo dicono i numeri: 50 vittorie e 22 sconfitte il bilancio complessivo, con una differenza fra punti segnati e subiti di + 523, mentre l’Australia denuncia – 192 e il Sud Africa -349. LA NZ ha vinto edizioni di tutti i format, da quello del 2003 (6 test) a quello dl 2009 (9 test). Ha lasciato all’Australia (dal 1932) solo 8 Bledisloe Cup e detiene la Freedom Cup. Dan Carter (giocatore ancora in attività) è il giocatore più prolifico: 461 i punti realizzati, frutto di 6 mete, 61 trasformazioni, 100 cp e 3 drops. SA Il bilancio del Sud Africa nelle 16 edizioni dl Tri Nations parla di 28 vittorie, 43 sconfitte e di un solo pareggio. Tre le edizioni del torneo vinte: 1998, 2004, 2009. Gli Springboks detengono il record mondiale di punti inflitti in una sola partita a Nuova Zelanda (46) e Australia (61) ma sul loro recente passato pesa come un macigno la sconfitta (52-16) nell’edizione 2003 (quella del Cucchiaio di legno, la peggior fra quelle disputate) a Pretoria il giorno dopo il compleanno di Nelson Mandela. I confronti AB-SA mettono in palio la Freedom Cup, mentre quelli AUS-SA assegnano il Nelson Mandela Challenge plate. Il miglior marcatore è Percy Montgomery con 210 punti (4 m., 26 tr., 43 cp, 3 dr). Giorgio Sbrocco  

Four Nations – SBW giocherà con gli All Blacks le due partite contro l’Australia. By Giorgio Sbrocco

Tutto come previsto. Tempi di soluzione (un po’allungati, giusto per dare l’impressione che sotto sotto ci sia stata una dura trattativa) della controversia compresi. Sony Bill Williams è da ieri a disposizione del ct Steve Hansen che lo utilizzerà per la doppia sfida di Four Nations contro l’Australia in programma il 18 e il 25 agosto che, fra le altre cose, assegnerà anche la Bladisloe cup 2012. Il nulla osta all’operazione-prestito (generata dall’infortunio al centro titolare Conrad Smith) è arrivato quindi, come previsto, firmato dalla proprietà dei giapponesi Panasonic Wild Knights, la formazione di cui il talentuoso SBW (fresco di titolo del Super Rugby con Waikato) giocherà nelle prossime due stagioni nella lega nipponica, prima di tornare (a Sydney?) al Rugby XIII, suo vecchio, munifico e indimenticato amore. Il tutto in tempo per giocare il Mondiale 2015 in Inghilterra da All Blacks. Sempre che i tuttineri lo rivogliano con loro.Giorgio Sbrocco  

Four Nations – Non c’è SBW fra i convocati All Blacks anti Australia. Ma in campo ci sarà! By Giorgio Sbrocco

Non c’è Sonny Bill Williams nella lista dei convocati che  Steve Hansen , ct degli All Blacks campioni del mondo, ha diramato in vista del doppio match con l’Australia che aprirà il Four Nations ovale il prossimo 18 agosto. Tutto il mondo sa che il grande SBW, fresco campione del Super XV con i suoi Waikato Chiefs giocherà. Ma siccome, formalmente, è sotto contratto con i giapponesi dei Panasonic Wild Knights di Ota, la federazione neozelandese aspetta che anche la parte burocratica del “permesso speciale” che i nipponici (di sicuro) concederanno al 26enne centro nativo di Auckland per le due prime giornate del torneo, sia messo nero su bianco. Si mormora che in Giappone, molto pragmaticamnte, si aspettino di essere risarciti per l’assenza di SBW in coincidenza con i due match contro i Wallabies. E che il ritardo nell’inserire il nome del giocatore (ingaggio di 1 milione di sterline per 6 mesi) nell’elenco dei convocati dipenda dal fatto che il quantum non sia stato ancora definito. Fra i convocati figura un solo uncapped, si tratta del pilone 26ene dei Blues Charlie Faumuina.All Blacks Andrew Hore, Keven Mealamu, Wyatt Crockett, Charlie Faumuina, Ben Franks, Owen Franks, Tony Woodcock, Brodie Retallick, Luke Romano, Sam Whitelock, Sam Cane, Richie McCaw, Liam Messam, Kieran Read, Adam Thomson, Victor Vito, Aaron Smith, Piri Weepu, Dan Carter, Aaron Cruden, Tamati Ellison, Ma'a Nonu, Conrad Smith, Israel Dagg, Hosea Gear, Cory Jane, Ben Smith, Julian Savea.Giorgio Sbrocco

05
agosto


All Blacks – Per Sonny Bill comincia un biennio di fuoco. Tornerà per sempre al XIII? By Giorgio Sbrocco

Campione della federazione pugilistica della Nuova Zelanda i carica per la categoria pesi massimi e fresco trionfatore del Super Rugby con i suoi Waikato Chiefs, il 26enne Sonny Bill Williams (17 caps AB) si appresta a cominciare il suo prossimo complicatissimo  e super impegnativo biennio  che lo porterà, nell’ordine: a giocare un paio di partite del Four Nations con la maglia degli All Blacks, quindi a trasferirsi in Giappone, dove disputerà il campionato nazionale con la maglia dei Panasonic Wild Knights (si parla di un milione di sterline di ingaggio) che hanno la base operativa nella città di Ota, per poi tornare al suo primo amore del Rugby XIII con una squadra di cui non  ha però voluto rivelare il nome. Non giocherà il Super XV del 2013. E, forse, non ci sarà alla Coppa del Mondo del 2015 in Inghilterra. Quanto al “mistero” sulla sua prossima collocazione del Rugby XIII (Nrl) ha recentemente dichiarato: “Si tratta di un patto che ho siglato con una stretta di mano alcuni anni fa prima di tornare in Nuova Zelanda. Niente di scritto, nulla di firmato finora. Perciò no sono in grado di fornire alcun particolare”. Le voci sull’argomento si rincorrono, e parlano di una sua destinazione australiana presso i Sydney  Roosters. Non è escluso che dopo tanto girare, decisa di tornare al XV. “Ho scelto la mia strada e adesso devo percorrerla” ha recentemente dichiarato il  talentuoso centro nativo di Auckland.Giorgio Sbrocco

31
luglio


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All Blacks – Ma quale complotto! Steve Hansen, ridicolizza Graham Henry e la sua autobiografia. “Non fu colpa dell’arbitro quella sconfitta con la Francia!” By Giorgio Sbrocco

Tirare il sasso, sperare di colpire qualcuno o qualcosa, nascondere per un po’ la mano, poi farsi avanti, ammettere di aver esagerato, non chiedere apertamente scusa ma quasi. Copione scritto nella notte dei tempi e regolarmente replicato con poche sostanziali varianti sui palcoscenici di tutto il mondo quando si tratta di “farsi notare e far parlare di sé”. L’ha fatto l’ex ct degli All Blacks campioni del Mondo Graham Henry che in un passaggio del sua autobiografia ha raccontato della sconfitta contro la Francia ai Mondiali del 2007 usando toni e terminologia da complotto e da congiura. Come lui stesso sicuramente sperava, sono arrivate, piccate e taglienti, le repliche di alcuni fra i chiamati in causa. Ha cominciato Bernard Laporte, condottiero di quella magnifica Francia ovale che dalle colonne di Midol ha ovviamente rigettato qualsiasi accusa, sdegnosamente rifiutandosi di scendere ai livelli del neozelandese. Gli ha fatto eco Bob Francis, neozelandese pure lui, selezionatore degli arbitri all’epoca del fattaccio, responsabile della nomina di Wayne Barnes per la partita incriminata: “Avanzare l’ipotesi di un incontro truccato è una vergogna!” ha sentenziato. “Le parole di Graham Henry nuocciono alla sua credibilità e ala sua reputazione”. Ha rincarato Steve Hansen, attuale ct dei tuttineri: “Tutti siamo d’accordo sulla brutta prestazione dell’arbitro. Ma non penso che la ragione principale della nostra sconfitta sia da ricercare negli errori del direttore di gara. Abbiamo commesso errori che ci hanno fatto perdere quel match. Riflettendo sui quali abbiamo lavorato con grande impegno fino a vincere il Mondiale. Per me la questione è chiusa da tempo”. Cenere in una mano e libro delle frasi di circostanza nell’altra, Henry ha così replicato: ”Siamo stati zitti per quatto anni! Mi pareva fosse giunto il momento di raccontare cosa ci era passato cosa mi era passato per la testa in quel momento. Un possesso di palla del 70% e nemmeno un calcio a favore dal 20’ alla fine! Ho chiesto all’Irb se esisteva un sistema per rilevare i flussi delle scommesse sulle partite di quel Mondiale e se qualcosa di strano era accaduto. Ma nessuno ritenne di voler indagare. La cosa mi sorprese non poco”. E poi il finale buonista: “Non cerchiamo scuse. La nostra prima reazione fu di ammettere che la Francia aveva giocato una gran partita, che così forte nessuno di noi se l’aspettava e che noi non avevamo giocato come avremmo dovuto”. Tutto qua. In attesa, se ci sarà, dell’uscita del libro in Italia.Giorgio Sbrocco 

30
luglio


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All Blacks – Graham Henry in libreria con rivelazioni esplosive su NZ-FR del 2007. Ma è solo micro gossip da spiaggia. By Giorgio Sbrocco

Estate: tempo di gossip e di rivelazioni esplosive. Che spesso si rivelano banali cartucce bagnate. Anche nell’apparentemente rigoroso e misurato mondo del rugby di alto livello. È in uscita l’autobiografia di Graham Henry intitolata “L’ultima parola” nella quale, come rilancia oggi Rugbyrama, il tecnico neozelandese racconta (fra le altre cose) la sua verità sulla sconfitta della (sua) Nuova Zelanda a Cardiff (6 ottobre) contro la Francia alla Coppa del Mondo 2007. Il capo allenatore degli All Blacks campioni del mondo in carica, attualmente alle dipendenze della federazione argentina (Uar) con un contratto di consulenza per l’alto livello, torna sul luogo del delitto e rivisita alla sua maniera quell’infausta serata gallese. Di nuovo, in verità (e in attesa di leggere il libro), pare ci sia ben poco: la meta di Jauzion al 67’, segnata grazie a un passaggio in avanti di Michalak “che tutti videro, pubblico compreso, tranne l’arbitro Wayne Barnes e i suoi collaboratori”, la richiesta di Henry alla propria federazione “di procedere all’apertura di un’inchiesta ufficiale sull’accaduto” non soddisfatta, la decisione dell’Irb di non muoversi d’ufficio. Una paio di notazioni statistiche relative al numero di calci contro la Francia (2) fischiati nel corso della serata e il parere personale circa il  comportamento (scorretto) dei francesi in ruck. Tutto qui. Poco per poter sostenere l’ipotesi del complotto anti NZ o la tesi della partita decisa a tavolino (da chi?). Henry deve comunque promuovere (e vendere) il libro scritto a quattro mani con il suo biografo di fiducia Bob Howitt al quale fa dire che: “in qualsiasi altra disciplina sportiva una cosa del genere avrebbe comportato l’automatica apertura di un’inchiesta”. Parole che, almeno in noi italiani malati di calcio e intossicati da moviole serali, inducono un sorriso di compatimento. Identica reazione genera la dichiarazione dello stesso Henry a un’emittente radiofonica: “in 140 partite, 20 anni di panchina a livello professionale e 12 a livello internazionale, non ho mai visto nulla del genere”. L’indimenticato Carletto Mazzone avrebbe sentenziato: “Mettete l’occhiali!”. Giorgio Sbrocco

24
giugno


All Blacks a valanga sull’Irlanda. Alla fine: nove mete e 60 punti di scarto. By Giorgio Sbrocco

Fra i tanti modi di chiudere una Serie estiva gli All Blacks campioni del mondo (senza Carte ma con un Cruden in versione “sostituto di superlusso”) hanno scelto la migliore. L’Irlanda la peggiore fra le molte esistenti. Finisce 60-0 la “sfida” del Waikato stadium di Hamilton fra Tuttineri e verdi isolani e poco può (e deve) essere detto in sede di commento tecnico. A parlare, e a non ammettere repliche è, per una volta, il tabellino. Che nella sua cruda e fredda aderenza ai fatti dice di 28-0 (mete di Cane, 2 di Williams e Sonny Bill) per i neozelandesi a cavallo fra il primo e il secondo quarto di gara. Alla fine le marcature saranno nove. La fotografia fedele anche se impietosa della differenza fra le due squadre in campo. Il rugby, compreso quello di alto e altissimo livello, a volte è così. E la Serie viene archiviata con il previsto 3-0 per la formazione di coach Hansen. Giorgio Sbrocco Nuova Zelanda – Irlanda 60 - 0Marcatori: 6' m. Cane tr. Cruden, 11' m. Williams tr. Cruden, 18' m. Williams tr. Dagg, 22' m. Smith, 40' cp. Barrett, 43' m. Cane tr. Barrett, 49' m. Gear, 57' m. Messam, 62' m. Dagg tr. Barrett, 72' m. Thomson tr. BarrettArbitro: Romain Poite (Francia)

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